Dati allarmanti sul mercato immobiliare

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I nuovi dati dell’Istat sul mercato immobiliare sono allarmanti. Nell’ultimo anno, i prezzi delle abitazioni esistenti sono diminuiti di un ulteriore 0,7%, con picchi negativi un tempo impensabili come il meno 2,2% di Roma, dove crollano persino i prezzi delle case nuove (meno 5,5%). Dal 2010 – appena prima dell’introduzione dell’Imu, che con la Tasi ha portato quest’anno a 150 miliardi il carico di tassazione patrimoniale sugli immobili – i prezzi delle case esistenti, secondo l’Istat, si sono ridotti del 22,1%. Senza considerare lo sterminato patrimonio di immobili ormai privi di qualunque valore in quanto impossibili da vendere o da affittare.

L’Italia è l’unico Paese d’Europa in queste condizioni, come rileva periodicamente Eurostat. Si stanno quotidianamente erodendo i risparmi delle famiglie e gli investimenti delle imprese, ma nessuno sembra preoccuparsene. Occorre rimuovere le cause che hanno dato luogo a questa perdurante anomalia italiana, prima fra tutte la spropositata imposizione fiscale su un settore che andrebbe invece liberato dai pesi che gli impediscono di essere il volano di crescita che è sempre stato. La manovra in arrivo è l’occasione per iniziare a farlo.

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