Issm Peri-Merulo: 1968-2018 Suoni in Movimento

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Sabato 6 ottobre l’inaugurazione all’Istituto “Peri – Merulo”: visite aperte fino al 10 novembre

Reggio Emilia, 5 ottobre – Una mostra per raccontare il 68° in musica, tra oggetti e sonorità che segnarono un’epoca.

Sarà inaugurata sabato 6 ottobre alle ore 18, nel corridoio-foyer dell’Auditorio dell’Istituto “Peri-Merulo”, in via Dante Alighieri 11, la mostra “1968-2018: Suoni in Movimento”, musica e ribellione a 50 anni dalla stagione dei Movimenti del ‘68. Il taglio del nastro sarà preceduto da un momento di presentazione nell’adiacente Biblioteca, aperto dai saluti del Direttore Marco Fiorini, dall’introduzione della curatrice della mostra Monica Boni e da un intervento del compositore Fabrizio Fanticini dal titoloSuono, natura e spazio.

A mezzo secolo di distanza, la memoria dei fenomeni che hanno segnato il Sessantotto riaffiora anche nei documenti della cultura musicale: la Biblioteca “Gentilucci” dell’Istituto musicale di Reggio Emilia espone in mostra alcuni oggetti significativi, mettendone in luce i contenuti critici, sonori e iconici e riflettendo sul dinamismo e sulla complessità di un decennio cruciale della nostra storia recente, interpretato con esiti diversissimi da compositori, strumentisti e musicisti di estrazione multiforme.

La mostra, nell’ambito del progetto della Regione Emilia-Romagna “Energie Diffuse”  e inserita tra gli eventi dei Bibliodays 2018, raccoglie cimeli, testi e pannelli che raccontano dal punto di vista musicale un anno cruciale nella cultura artistica del nostro Paese, con un occhio di riguardo al dinamismo locale di Reggio Emilia.

Temi diversi, dal folk revival alle canzoni politicamente impegnate fino al racconto del Sessantotto a Reggio nella piazza che, insieme ad un programma di concerti e incontri approfondiranno con esperti e musicisti l’impatto del ’68 in ambito musicale e culturale.

“La Biblioteca Gentilucci, per vocazione custode della musica e della cultura d’avanguardia, intende proporre un percorso insolito, che anche sul piano fisico porti una persona a passeggiare in un corridoio, dove gli oggetti raccolti in una decina di teche raccontano altrettanti aspetti di un momento storico – spiega Monica Boni, docente bibliotecario dell’Istituto e curatrice della mostra -. Sono istantanee di mondi apparentemente molto diversi, ma sempre collegati tra loro. Il visitatore si stupirà ad esempio nello scoprire l’attrazione di Paul McCartney per la musica di Luciano Berio; potrà verificare, documenti alla mano, la ricerca di dialogo tra le culture, che ha portato i musicisti eredi della tradizione musicale euro-colta ad aprirsi a quella dell’oralità popolare. Ancora una volta, come in tante nostre iniziative, i materiali della Biblioteca vengono posti in movimento ed escono da se stessi per costruire obiettivi sempre nuovi”.

L’indice della mostra:

– Reperti dagli archivi familiari;

– La poetica dell’impegno: musica, politica, ideologia; 

– Contro il principio di autorità: dall’alea alla musica intuitiva;

– 50 anni fa la Biennale: cronache da Venezia, 7-14 settembre 1968;

– Citazioni e dialoghi interculturali: i ‘pro’ e ‘contro’ del collage;

– Intersezioni: Paul McCartney e l’avanguardia;

– “Le idee di oggi per la musica di domani”: canzone politica e canzone ‘impegnata’;

– Folk revival: ricerca e riproposta;

– Identità e tradizione: resistenze culturali nei documenti di Giorgio Vezzani; 

– Sessantotto in città: dalla piazza al teatro.

 

L’allestimento, visitabile dal 6 ottobre al 10 novembre, è stato arricchito nelle ultime settimane da alcuni prestiti di cittadini reggiani che hanno risposto alla “call agli archivi familiari” aggiungendo dischi 45 giri e album originali dell’epoca.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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