ISSM Peri-Merulo: “Pause nel silenzio”

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Pause nel silenzio”: la Grande Guerra raccontata dai musicisti italiani. Sabato 6 ottobre, nell’Auditorium dell’Istituto Peri, ricercatori e musicisti raccontano il primo conflitto mondiale a 100 anni dalla sua fine

Musica e Grande Guerra: a 100 anni dalla fine del primo conflitto mondiale, per ricordare la tragedia che sconvolse l’Europa. Sabato 6 ottobre torna l’appuntamento con la “Giornata di Studi” organizzatadall’Associazione Centro Studi Musica e Grande Guerra, giunta alla terza edizione. Nell’Auditorium dell’Istituto di Studi Superiori Musicali “A. Peri – C. Merulo” di Reggio Emilia, in via Dante Alighieri 11, dalle9.30 alle 18 con relatori e musicisti che si alterneranno per raccontare la musica italiana in trincea. “Pause nel silenzio” è il titolo della giornata aperta a tutti gli interessati nata, come il Centro Studi, con uno scopo ben chiaro: descrivere con canti e musica di chi l’ha vissuta la drammaticità della guerra.

Il programma della giornata di studi, presieduta da Carlo Perucchetti, prevede le relazioni di Gian Paolo Minardi, Carlo Bianchi, Marco Ghiglione, Alessio Benedetti, Francesco Fontanelli, Roberto Calabretto e le esecuzioni musicali a cura di Giuseppe Fagnocchi, Lorenzo Fornaciari, Duo Nicoletta e Angela Feola, Duo Enrico Padovani e Anna Dang Anh Nga Bosacchi, Insieme di fiati del Corpo Musicale “Risveglio” di Ballabio (Lecco), Coro Mavarta diretto da Silvia Perucchetti con Antonio De Vanna.

“In questi 20 anni di attività abbiamo composto un grande database di opere – spiega il fondatore dell’Associazione Carlo Perucchetti ; il primo scopo del Centro Studi è proprio quello di cercare le opere, procurarsi le partiture ed eseguirle promuovendo studi e mostre. Ci siamo accorti che la Grande Guerra è stata letta in tutti i modi, ma manca questo suo aspetto musicale, mai affrontato in maniera organica e sistematica”.

Una ricerca che non è solo per gli addetti ai lavori, ma anche per chi vuole approfondire il clima e i sentimenti dei soldati mentre combattevano fianco a fianco con la morte nel fango delle trincee: “In questi anni ci siamo accorti che canti dei soldati e musiche d’autore descrivono nel loro complesso e in tutti i dettagli possibili la guerra, aprendo nuove prospettive di studio – continua Perucchetti -. Inoltre abbiamo scoperto delle opere bellissime sia dal punto di vista dei canti dei soldati ma soprattutto dal punto di vista degli autori, opere che meriterebbero di essere valorizzate”.

L’obiettivo principale, però, non è quello di mitizzare una tragedia che coinvolse milioni di europei e non solo: “Lo sguardo non sarà quello retorico ed enfatico – conclude Perucchetti -, la guerra sarà vista come tale e cioè una tragedia collettiva dove non si può celebrare niente, ma semmai commemorare. Nel momento di esecuzione di una musica non ci sono più 100 anni, ma sei in presa diretta con la storia”.

Durante la giornata saranno presentati anche i libri e album nati dagli interventi ed esecuzioni delle scorse edizioni per sostenere le attività dell’Associazione.

 

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