Tra sostenibilità e missione, comunicazioni dall’assemblea presbiterale

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Note dall’assemblea generale del presbiterio del 27 settembre: la gratitudine dell’India, gli avvisi degli uffici, i nodi economici. Le decisioni sul nuovo Seminario e sull’Amazzonia.

Abbondanza di notizie e di comunicazioni nell’assemblea generale del presbiterio di giovedì 27 settembre in Seminario. Possiamo partire proprio da questo punto, uno dei più attesi. Perché se del progetto “Reggio Città Universitaria” abbiamo già riferito – e la previsione, confermata dal vescovo Massimo, è che UniMoRe porti nel polo di viale Timavo circa 1.800 studenti e un centinaio di soggiornanti nelle camere che verranno attrezzate – la domanda che restava in sospeso è: dove si sposterà, tra un anno, la comunità dei seminaristi e dei superiori, con lo Studio Teologico Interdiocesano e la scuola teologica? E la biblioteca?

Cenacolo e Cappuccini
Le risposte sono state fornite da monsignor Massimo Camisasca. Per la nuova sede del Seminario, ha detto il pastore, la Diocesi sta concludendo un accordo con il Cenacolo Francescano, in via Ferrari Bonini a Reggio, dove troveranno casa i seminaristi e le aule per la formazione. La biblioteca del Seminario verrà invece trasferita nei locali del convento dei Cappuccini e “fusa” con la Biblioteca Provinciale “Bartolomeo Barbieri”, in piazza Vallisneri, vista anche l’ampia sovrapponibilità delle due realtà, per dare vita a un nuovo grande ente da 200.000 volumi, la Biblioteca Teologica Città di Reggio, specializzata in filosofia e teologia. I libri, è stato precisato, resterebbero qui anche nella malaugurata ipotesi che un domani i frati fossero costretti a lasciare Reggio.

Amazzonia, ecco dove
Sempre il Vescovo ha riferito sulla missione in Amazzonia, che non è un’ipotesi di risulta dopo la cinquantennale esperienza di Ruy Barbosa (dove resterà la presenza della Casa della Carità) ma una scelta di nuova fondazione, compiuta in ascolto della richiesta di Papa Francesco. Nel viaggio esplorativo del giugno scorso la delegazione formata da don Pietro Adani, don Umberto Tagliaferri, don Gabriele Carlotti, don Paolo Cugini e don Gabriele Burani aveva visionato quattro possibili mete, che La Libertà, come i lettori ricorderanno, aveva presentato con uno speciale ricco di foto. Da un processo decisionale condiviso e concorde l’opzione diocesana è caduta sulla diocesi di Alto Solimões, con sede a Tabatinga, individuata in ragione delle sue maggiori necessità in termini di prima evangelizzazione, di scarsità di preti e seminaristi, di organizzazione pastorale da sviluppare.

Continua a leggere tutto l’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 3 ottobre

 

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