Le “abbuffate alcoliche” espongono i giovani al serio rischio di sviluppare dipendenza  

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Il pericolo di abuso di alcol da parte dei giovani e giovanissimi è decisamente sottovalutato. Le abbuffate alcoliche (il binge drinking o il bere tanto tutto in una sera), tipiche di molti giovani (che magari si limitano a bere al sabato sera e non toccano un dito di alcol durante la settimana), comportano il serio pericolo di portare allo sviluppo di alcol-dipendenza.

Lo dimostra uno studio effettuato presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS – Università Cattolica e pubblicato sulla prestigiosa rivista Scientific Reports del gruppo editoriale di Nature, dal team del prof. Giovanni Addolorato, direttore dell’Unità Operativa Semplice di Area (UOSA) Patologie Alcol correlate all’interno della UOC di Medicina Interna e Gastroenterologia, e del prof. Antonio Gasbarrini, direttore Area Gastroenterologia ed Oncologia Medica.

Il binge drinking è una modalità di assunzione di alcolici che nell’ultimo decennio si è notevolmente diffusa nel nostro Paese anche fra gli adolescenti. È caratterizzata dall’assunzione di oltre 4-5 ‘unità alcoliche’ (drinks) in unica occasione e in breve tempo, lontano dai pasti e per avvertire gli effetti psicotropi del cosiddetto ”sballo”.

Una unità alcolica, corrisponde a circa 12,5 grammi di etanolo, vale a dire a circa 125 millilitri di vino a media gradazione – quindi un bicchiere – o 330 millilitri di birra – una lattina o una bottiglia – o 30 millilitri di super alcolici, un bicchierino da bar.

Lo studio osservazionale coordinato dai professori Giovanni Addolorato e Antonio Gasbarrini, dell’Istituto di Patologia Speciale Medica dell’Università Cattolica, ha dimostrato che tale comportamento, spesso ritenuto – sottostimandone la reale pericolosità – un “normale passaggio adolescenziale” è un fattore di rischio per lo sviluppo di alcol-dipendenza.

I?risultati emersi dallo studio (nella colonna accanto l’approfondimento)?evidenziano che una maggioranza schiacciante di giovani e giovanissimi dichiara di cosumare bevande alcoliche, ammette di essere poco o per niente informata sui rischi per la salute indotti dal cionsumo di alcol, con una quota non trascurabile di ragazzi che presentano disturbi derivanti dall’uso dell’alcol, soprattutto se determinato da particolari modalità di assunzione

“Tali dati”, sostiene il professor Addolorato, “in altre parole, dimostrano che le abbuffate alcoliche rappresentano un fattore di rischio per lo sviluppo di disturbo da uso di alcol e in particolare di dipendenza da alcol, e indicano che, verosimilmente, fra qualche anno dovremmo confrontarci con un aumento di incidenza di patologie alcol-correlate nella popolazione oggi giovanile che nel frattempo sarà diventata adulta”. Per prevenire tutto ciò, è auspicabile che vengano incrementati programmi informativi adeguati a divulgare agli adolescenti i rischi connessi al consumo di bevande alcoliche e al binge drinking.

I disturbi da abuso molto più frequenti di quanto si pensi

Finanziato dalla Fondazione Roma e dalla Fondazione Italiana per la Ricerca sulle Malattie Epatiche (FIRE), lo studio condotto presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e pubblicato sulla prestigiosa rivista “Scientific Reports”, ha coinvolto 2704 giovani di età compresa tra i 13 e i 20 anni che frequentavano le scuole superiori della Capitale e di altre città del Lazio. I ragazzi hanno compilato questionari per valutare il loro consumo di bevande alcoliche, di fumo, l’uso di droghe e il quadro psicologico individuale. Circa l’80% del campione ha dichiarato di consumare bevande alcoliche (nonostante nel nostro Paese la vendita di alcolici ai minori sia vietata e nonostante la posizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità contraria al consumo di bevande alcoliche negli adolescenti).

La maggior parte dei giovani coinvolti nell’indagine non era mai stata informata né dai familiari né dal personale sanitario circa i rischi connessi al consumo di bevande alcoliche in considerazione, soprattutto, della giovane età.

Il 6,1% dei soggetti intervistati presentava un disturbo da uso di alcol, in particolare il 4,9% presentava una diagnosi di abuso di alcol mentre il rimanente 1,2 % presentava una diagnosi di dipendenza da alcol. Particolare allarmante, il disturbo da uso di alcol, l’abuso di alcol e la dipendenza vera e propria sono risultati più frequenti nei giovani habitué del binge drinking.

“La quota dei ragazzi con diagnosi di alcol-dipendenza era esclusivamente presente nel gruppo di giovani habitué del binge drinking – conferma il prof. Addolorato – mentre era assente in chi non era solito a questo comportamento; questo indica che il binge drinking costituisce un fattore di rischio molto forte per lo sviluppo di dipendenza da alcol nei ragazzi”.

 

 

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