A Rubiera «Imago hominis»

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Francesco Fontanesi dal 29 settembre alla Corte Ospitale

Dando seguito alla ormai consolidata tradizione delle manifestazioni espositive di settembre organizzate dall’Amministrazione comunale di Rubiera, alla Corte Ospitale, sarà in cartellone dal 29 settembre al 28 ottobre una mostra del pittore Francesco Fontanesi, dal titolo “Imago hominis”. L’esposizione sarà dedicata alla più recente produzione di questo autore versatile, sperimentatore di tecniche e di materiali diversi, presente, con successo, sulla scena artistica da molti decenni.
Ci si potrà accostare a un nutrito repertorio di acrilici su carta incollata al legno, incentrati sul tema della figura umana e sul senso dell’immagine di Dio nell’uomo: un’impronta che non si cancella, riconoscibile in ogni persona, in qualunque condizione di vita si trovi. Si tratterà cioè di immagini non lette come semplice riflesso di forme naturali, ma filtrate attraverso un’interpretazione spiritualizzata dell’uomo. Il genitivo soggettivo dell’espressione latina del titolo (“imago hominis”) vuole sottolineare l’indagine condotta sull’uomo per il tramite di immagini ripensate e ricostruite dall’artista sulla base di gesti, sguardi, segni e tracce di volti carpiti alla quotidianità. Esse, oltre a proporsi come occasioni di originale espressività artistica, intendono esplorare la condizione umana fin oltre i suoi margini e al fondo delle più riposte plaghe dell’anima.
Alla fine si risolve in un invito a guardarsi dentro, per recuperare le emozioni, i sentimenti, gli imprescindibili valori che possono tenere salda la dimensione autentica dell’uomo nel solco della sua storia.
L’inaugurazione della mostra sarà sabato 29 settembre alle ore 17.30.
Proponiamo, di seguito, un testo introduttivo.

La mostra documenta la fase più recente della produzione di Francesco Fontanesi, autore da sempre impegnato in una continua e molto qualificata ricerca espressiva. Vaie perciò la pena di conoscere, insieme con l’ultimo approdo del suo lavoro, anche la personalità del pittore (che è pure un valido e apprezzato scultore), così unica e interessante da giustificarne la lettura in chiave di esplorazione di un’avventura allo stesso tempo artistica e umana.
Chi, come me, conosce Fontanesi da vari decenni, sa riconoscergli un’oscillazione del temperamento in bilico sempre tra volontà di essere concretamente nel mondo, cogliendone e condividendone con pieno spirito etico le più diverse e cogenti problematiche, e una particolare forma di evasione verso i territori della fantasia, con frequenti concessioni a momenti di straniamento, di fuga dalla realtà. Proprio in tali sortite prende corpo un gioco di insospettata e originale interpretazione, talvolta magari ironica, della vita, rispondente, però, al sentito desiderio di penetrare con maggiore verità il sentimento dell’esistenza.

Fontanesi è così: disordinato, distratto, apparentemente smemorato, ma decisissimo a non assecondare le banalità, gli stereotipi, i luoghi comuni sui quali, nel nostro mondo, propende spesso ad adagiarsi la comunicazione.
La manifesta tendenza alla disorganizzazione in tutto ciò che attiene alle faccende pratiche contrasta con la ferrea solidità dei suoi principi morali e delle aspettative spirituali, che si traducono in una vigile e sincera attenzione alle più gravi questioni sociali, al rispetto per i più svantaggiati e al riconoscimento della loro dignità. Dedicare un po’ di tempo alla conversazione con Fontanesi significa entrare in una dimensione poetica di inedita credibilità del quotidiano, ove, senza scossoni o turbamenti psicologici o colpi di scena a sorpresa, si dipana un flusso sereno di pensieri, di idee che costringono a dimenticare ogni pregiudizio e a mettere in moto nuovi congegni di conoscenza e dì verifica identitarie del presente dell’umanità.

Leggi tutto l’articolo di Umberto Nobili su La Libertà del 19 settembre

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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