San Martino in Rio riabbraccia la pala estense della Collegiata dopo il restauro

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Venerdì 21 settembre alle ore 21 nella collegiata sammartinese verrà presentata la pala estense dell’omonima cappella, dopo un lungo e accurato restauro a cura del laboratorio di Cristina Lusuardi.

La tela commissionata dagli Este San Martino per la loro cappella dopo il 1636 rappresenta i santi Francesco e Antonio da Padova in adorazione della immagine della Madonna della Rovere. L’impianto pittorico riproduce l’interno di una cappella con altare riccamente decorato e sullo sfondo tra lesene scanalate  un altro quadro con santi. Il paliotto dell’altare riporta, tra girali dorati, lo stemma estense di San Martino. Due angeli in volo reggono una ghirlanda di fiori con al centro la piccola immagine mariana. Alla base tra i due santi in preghiera due angeli reggono uno una croce e uno un libro, simboli di san Francesco. Ai piedi del santo un teschio di particolare intensità ricorda il destino del corpo umano. Il restauro permette di confermare l’attribuzione dell’opera recentemente proposta nel volume sulla Collegiata e la facciata del Piermarini, al pittore Pier Francesco Cittadini con la collaborazione del fratello Carlo. Il Cittadini nato a Milano nel 1616 si trasferì a Bologna nel 1634 dove morirà nel 1681. Attivo fin dalla gioventù diventerà protagonista della pittura emiliana anche alla corte ducale estense. Era stato allievo del Crespi e lasciò importanti opere nel palazzo ducale di Sassuolo e nelle collezioni estensi. La tela è racchiusa in una importante cornice dorata con incise a bulino aquile imperiali e elementi a rilievo aggiunti nel secolo XVIII. La cornice è stata restaurata dal laboratorio di  Roberta Notari. L’opera testimonia ancora una volta l’arricchimento della piccola capitale estense di San Martino nelle chiese e nella Rocca con tanti cicli pittorici e tele da parte degli Estensi locali, l’unico ramo cadetto che godette di autonomia e grande ruolo politico e culturale.

Alla presentazione interverranno le restauratrici insieme a mons. Tiziano Ghirelli, responsabile dell’Ufficio Beni culturali della Diocesi e l’architetto Mauro Severi.

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