Sentiero Cai Don Candido Bizzarri: 10 km tra natura, storia e leggenda

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Ha compiuto un anno il percorso Cai 608 che si estende nelle Valli di Novellara e Reggiolo

Posto ad un’altitudine che si aggira tra i 16 e i 19 metri sopra il livello del mare, è senza alcun dubbio il percorso Cai più basso d’Italia. Parliamo del sentiero 608 Don Candido Bizzarri, nel cuore vibrante del territorio palustre delle Valli di Novellara e Reggiolo. Di facile percorrenza, lo si può attraversare a piedi o in mountain bike, da soli o in compagnia, ed è per tanti: per chi del trekking o della bici ha la passione, o per chi invece preferisce passeggiare con lentezza; è per gli appassionati del territorio locale, per chi apprezza i suoni e i colori della campagna, per chi è in cerca di aironi giganti o viole rarissime.  

A poco più di un anno dalla sua inaugurazione (era il 2 aprile 2017) il sentiero 608 vanta già una discreta fama, in regione e oltre. Lungo complessivamente 10,4 km, si snoda lungo un percorso che presenta una forma piuttosto originale, due quadrilateri irregolari posti uno di fianco all’altro che si intersecano in prossimità di un unico punto, in corrispondenza del Ponte del Pescatore. Questa particolare configurazione geometrica, insieme alla possibilità di accedere al percorso da diversi punti, consente di scegliere se seguire il sentiero interamente oppure solo in parte. È inoltre possibile percorrere il tragitto in entrambi i sensi di marcia, sebbene il senso preferenziale rimanga quello indicato nella mappa e suggerito qui di seguito, che parte dal Ponte del Pastore e procede in direzione del Ponte San Venerio.

Il tempo di percorrenza stimato a piedi è di circa 2 ore e 30 minuti, tuttavia è consigliabile avere più tempo a disposizione, perché le occasioni per rallentare o concedersi una pausa lungo la via sono davvero tante. Prendersi del tempo diventa d’obbligo, se si intende godere appieno del paesaggio, che si estende a perdita d’occhio sui campi così straordinariamente vasti e pianeggianti, o se si vuole scoprire l’odore dell’erba umida – quella selvatica – o imparare a riconoscere il manto cangiante del fagiano. Non appena si scorge un airone poi, ci si ferma sempre: filiforme ed elegante, bianco oppure grigio, per osservarlo mentre spicca il volo, lì nel suo habitat.

Punto di partenza del sentiero CAI 608 – opportunamente segnalato dai cartelli e dal caratteristico doppio tratto orizzontale rosso e bianco – è dunque il Ponte del Pastore, raggiungibile facilmente da strada Valle, che dal centro di Novellara arriva in località Bernolda, in direzione dell’abitato di Reggiolo. Il primo tratto di sentiero è piuttosto stretto e brullo, affiancato su entrambi i lati da arbusti di varietà autoctone, ed è ricavato sulla vecchia strada Novellara-Codisotto, che separa l’invaso di Valle Bagna dall’invaso Valletta. Prima del ponte sul Cavo Fiuma, lo stesso ponte che fino al 1950 collegava Novellara a Villarotta e in generale al territorio mantovano, si volta a destra e si percorre un tratto di strada carrabile bianca, sulla quale non è raro incrociare pescatori o contadini. Si giunge poco prima del Ponte San Venerio, per poi continuare sulla sommità arginale che incornicia la Valle dei Bruciati. Qui è impossibile non fermarsi ad ammirare suggestivo pioppeto – nel cuore dell’area di riequilibrio ecologico – così fitto e vasto che quasi confonde lo sguardo avido di geometrie. Poi si può proseguire, camminando sulla sommità arginale, in corrispondenza di Cavo Bruciati, e coi piedi sull’erba morbida si incontrano luoghi storici e leggendari, come la Chiavica Vecchia, costruzione di notevole interesse storico e culturale. Dalle caratteristiche architettoniche seicentesche tipiche del periodo gonzaghesco, era utilizzata come chiavica per il controllo del flusso delle acque, e precedentemente si ritiene avesse una funzione di presidio del territorio. La Chiavica Vecchia è anche chiamata Cà dal Vigliac (Casa del Vigliacco), poiché secondo la leggenda era abitata da un personaggio solitario di dubbia rettitudine – il Vigliacco appunto – del quale si narra girasse a cavallo col fucile sottobraccio, e che minacciasse i pescatori affinché non rubassero le altrui nasse, ma che fosse in realtà lui stesso il ladro. Più avanti, a poche decine di metri, ecco il Giardino della Viola Pumilia, specie rarissima di viola, dal fusto eretto foglioso e glabro, che fiorisce da aprile a giugno e che pare sia presente unicamente nelle Valli di Novellara e Reggiolo. Poco più in là non giunge inosservato il maestoso e solido Ponte della Gatta, dopo il quale, in corrispondenza del Ponte del Pescatore, si sale sull’argine solivo del cavo Bondeno. Siamo quasi al termine del percorso. In questa zona è frequente scorgere intere squadre di lepri saltellanti, mentre attraversano velocissime la campagna.

Il sentiero Cai 608 è dedicato a Don Candido Bizzarri, compianto parroco di Novellara dal 1999 al 2012. Appassionato missionario in diocesi, sensibile e accorto, Don Candido amava andare per sentieri, diceva che osservare la natura fosse la prova inconfutabile dell’esistenza di Dio, tanto che definiva il camminare un vero laboratorio teologico. E davanti alle meraviglie che ogni sentiero ci regala, diceva: «[…] Non dobbiamo impossessarci di nulla e non possiamo portare a casa nulla. Guardiamo e contempliamo tutto con stupore e meraviglia. Solo il cuore può arricchirsi di bellezza. Le cose grandi non si prendono, si accolgono».

Giordano Lusuardi, reggente della Sottosezione Cai Novellara, a proposito del sentiero dedicato a Don Candido, spiega: «consente una visione spettacolare sulle campagne circostanti. Valorizza i luoghi e mira alla loro salvaguardia, per poi offrirli come aree naturali da vivere nel tempo libero. L’itinerario nelle Valli è un valore aggiunto al nostro territorio. Grazie a esso la tutela delle specie naturali caratteristiche della zona si armonizza con le esigenze di chi la frequenta».

Nella stessa ottica di promozione, valorizzazione e salvaguardia del territorio delle Valli si inserisce l’iniziativa “Il risveglio delle Valli. A passeggio nelle Valli di Novellara e Reggiolo”, in programma per domenica 15 aprile. L’itinerario prevede 3,5 ore di camminata lungo il perimetro della cassa di espansione Bagna, con partenza dalla Tenuta Riviera San Bernardino di Novellara e arrivo nello stesso punto (dove si potrà pranzare con prodotti tipici locali). Ancora una volta, un’occasione importante per camminare tra pioppeti e chiaviche, lungo sommità arginali e attraversando ponti secolari, alla scoperta dei segreti naturali e architettonici del territorio. Ad accompagnare il gruppo, ci sarà anche la guardia GGEV Claudio Magnani, esperto del patrimonio naturalistico delle Valli di Novellara (per info: G. Lusuardi 329-2330389. Per prenotazioni: G. Calzetti 347 1657696).

 

Elena Becchi

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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