Padre Pio, 50 anni in un soffio

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Don Gambarelli ricorda l’amatissimo santo di Pietrelcina

Cinquantesimo e centesimo anniversario di Padre Pio

Nelle prime ore del 23 settembre 1968 rendeva a Dio la sua anima santa Padre Pio da Pietrelcina.
Il giorno precedente, domenica 22, aveva celebrato la sua ultima Messa; era sfinito dalla vecchiaia e dal diuturno servizio ai fedeli, ma c’erano tanti pellegrini a San Giovanni Rotondo e tutti volevano vedere il santo frate; acconsentì dunque a celebrare all’altar maggiore della chiesa di Santa Maria delle Grazie, ma, al termine della celebrazione, ebbe un mancamento e sarebbe caduto se un energico fratacchione non lo avesse afferrato al volo.
Portato nella sua cella, visse ancora alcune ore e poi spirò col nome di Gesù e Maria sulle labbra, nella verandina adiacente alla sua cella, dove lo avevano messo perché potesse respirare meglio, adagiato su una poltroncina di vimini.
Terminava così una preziosa esistenza che aveva confortato tante persone e si accendeva in Cielo una luce vivissima.

Tutto era cominciato esattamente cinquant’anni prima, il 20 settembre 1918; mentre pregava in ginocchio davanti al crocifisso nel coretto superiore della chiesina antica, vide partire dal crocifisso cinque raggi che lo trafissero alle mani, ai piedi e al costato e si ritrovò stigmatizzato; Gesù gli aveva chiesto, silenziosamente, di collaborare con Lui, nella sofferenza, a salvare tante anime.
Per cinquant’anni Padre Pio portò sul suo corpo le cinque piaghe di Cristo, sanguinanti e doloranti; solo pochi giorni prima della sua morte, misteriosamente, le stigmate sparirono.
Ben presto la notizia si sparse, nonostante Padre Pio fosse molto schivo a parlare di sé e cominciarono ad arrivare persone, sempre più numerose, che volevano parlare, consigliarsi e confessarsi dal padre stigmatizzato; così Padre Pio divenne un “fenomeno”.

Continua a leggere tutto l’articolo di don Augusto Gambarelli su La Libertà del 12 settembre

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