CSI al futuro

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Intervista ad Alessandro Munarini, dopo la prima stagione da presidente

Il Csi guarda al futuro e lo fa sotto la guida di Alessandro Munarini, presidente eletto lo scorso 3 febbraio 2018, che ha portato una ventata di novità all’interno del Comitato provinciale, grazie anche al nuovo consiglio direttivo formato soprattutto da ragazzi giovani, capaci e propositivi. Sabato 15 settembre, tra le varie novità, avrà luogo l’inaugurazione del campo a 7 in erba sintetica, proprio in via Agosti a Reggio Emilia, per offrire nuove proposte agli sportivi reggiani.

Presidente, da poche settimane si è concluso un anno sportivo e in questi giorni se ne sta aprendo un altro. Vuoi stilare un breve bilancio?
è stato un anno in cui sono entrate nuove discipline, nuovi collaboratori che ci hanno dato una mano preziosissima, un anno faticoso connotato da tanti cambiamenti. Con le dimissioni di Cesare Bellesia abbiamo dovuto creare un nuovo consiglio nel quale abbiamo inserito tanti giovani che hanno portato nuova linfa anche in termini di idee. Tra l’altro quest’anno abbiamo stabilito anche un altro record storico, che è frutto di un lavoro di squadra anche di chi ci ha preceduto, ossia il superamento dei 53mila tesserati in una sola stagione, frutto di un lavoro continuativo degli anni, fin dalla nascita di questo comitato 75 anni fa. Il mio merito? Aver lasciato lavorare chi già stava lavorando e lo stava facendo bene.

Ogni presidente dà la propria connotazione. Come sarà il Centro Sportivo targato Alessandro Munarini?
Sarà un Csi attento alle novità, alle esigenze delle società sportive e a quelle della Chiesa e in quest’ultimo aspetto ci aiuta la nomina del nostro consulente ecclesiastico, don Carlo Pagliari, che è anche responsabile della pastorale giovanile. Noi, storicamente, nasciamo dalla Chiesa, per volere della Chiesa e nel nostro statuto è ben chiaro quali siano le nostre finalità: attuare la pratica sportiva e formativa in una visione cristiana dell’uomo e della realtà e a questo ci dobbiamo attenere. E alla Chiesa, quindi, dobbiamo guardare.

Continua a leggere tutta l’intervista di Lorenzo Chierici ad Alessandro Munarini su La Libertà del 12 settembre

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