I giovani chiedono di essere ascoltati

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Le riflessioni del responsabile della Pastorale Giovanile della Cei

Questo articolo è stato scritto per i giornali diocesani dal responsabile del Servizio nazionale per la Pastorale Giovanile della Cei, don Michele Falabretti.

Lo confesso: mi sono commosso. Sabato sera ero seduto accanto al Papa, durante la veglia. Ne ero spaventato e impaurito, fino a quando non è arrivato e ha messo tutti a suo agio. Ma la commozione è venuta dopo: quando il coro ha intonato “Proteggi tu”, l’inno scritto in occasione di questa esperienza. Sul monitor, intanto, scorrevano le immagini dei cammini. Lì è stato difficile trattenere le lacrime. Perché l’Italia non si governa: lo dicono tutti in molti modi. E che attorno a questa richiesta un po’ folle si raccogliessero così tante realtà e territori, era difficile da credere. Pur non avendo mai smesso di farlo, c’è stato un momento in cui ho pensato che tutto potesse squagliarsi come un ghiacciolo nel pomeriggio del Circo Massimo.
È stato faticoso rimanere seduto in “cabina di regia”: vedendo le immagini durante la settimana dei cammini, mi saliva la voglia di essere da un’altra parte. Avrei voluto essere sulle strade dei pellegrini e vivere con loro l’esperienza.

Nel frattempo, cresceva l’impressione che stava per succedere qualcosa di importante: un po’ come si vede crescere un’onda da lontano durante un giorno di mare grosso.
La previsione era facile: senza sapere esattamente cosa sarebbe successo, mi dicevo che il clima sarebbe stato particolare, diverso. Sentivo che tutti questi giovani pellegrini avrebbero portato e regalato a Roma qualcosa di speciale. È facile veder camminare giovani delle regioni più fresche e di montagna; non è un’idea così nuova quella di farli camminare. Ma che questo accadesse – davvero! – da nord a sud; che questo muovesse i passi di regioni finora ritenute impossibili e inadatte a un pellegrinaggio: questa è davvero una novità che ha scaldato il cuore di pellegrini di esperienza e di moltissimi giovani che affrontavano la strada per la prima volta.

Continua a leggere tutto l’articolo di don Michele Falabretti su La Libertà del 29 agosto

Pubblicato in Articoli, Slide, Vita diocesana

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