Tra costumi e detti reggiani

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Gavassa: Lorenzo Ponti presenta «…e che Dio av bendésa!»

A pagina quindici de La Libertà del 21 febbraio 2015 debutta una nuova rubrica che i lettori hanno in seguito imparato a conoscere, leggere, apprezzare e commentare. Si tratta di “Tant per discòrer. Costumi e detti reggiani” a cura di Lorenzo Ponti, ordinato diacono permanente un mese prima. Lorenzo, che per trentacinque anni ha calcato i palcoscenici di tutta l’Emilia con spettacoli in dialetto e non solo, ha accolto l’invito della della redazione di curare una rubrica sui costumi reggiani con sincero entusiasmo: “La proposta ha provocato in me la stessa reazione che avrebbe avuto un osso portato di fronte ad un grosso cagnone”, scrive il diacono Lorenzo nel numero di presentazione della rubrica.

Ovviamente per Lorenzo il dialetto è la lingua dell’infanzia. Lo ha perfezionato da attore e cabarettista avvicinandosi alle fonti storiche che documentano le tradizioni locali per scrivere i testi dei suoi nuovi spettacoli. Dapprima con Auro Franzoni, poi da solo e con il gruppo “I Cabareggianti”. Negli anni ‘90 Lorenzo e i suoi amici conoscono l’apice della popolarità con una media di un evento live ogni settimana. Poi l’incontro con la comunità di Gavassa e la chiamata al diaconato permanente. In questo contesto si è inserita la proposta de “La Libertà” ad occuparsi del dialetto sulle pagine del settimanale.

Il suo è stato, ed è, un approccio da curioso (non da storico, ci tiene a precisare), con un occhio alla produzione teatrale allenato a capire quale storia, fatto o racconto può catturare l’attenzione degli spettatori.
In 52 puntate di “Tant per discòrer” il diacono Ponti ha accompagnato i lettori del settimanale a scoprire le radici della reggianità: dalla cucina alle maschere di carnevale e dai giochi a carte fino alla condizione femminile. è passato per le strenne reggiane e si è lasciato ispirare dalle opere di Ugo Bellocchi e Mario Mazzaperlini e dai consigli di Riccardo Bertani e Angelo Tondelli e di tanti altri amici appassionati di vernaloco reggiano come lui.

Leggi tutto l’articolo di Emanuele Borghi su La Libertà del 29 agosto

 

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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