Giareda 2018. In Ghiara risplende il Mistero pasquale

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Il tema dell’anno pastorale illustrato nei dipinti del Santuario

Presentiamo in questa pagina il programma religioso della Giareda 2018, che culminerà nel solenne pontificale che il vescovo Massimo Camisasca presiederà nel tempio mariano di Reggio sabato 8 settembre alle 11, dando inizio al nuovo anno pastorale della Diocesi. La Messa verrà trasmesssa in diretta da Telereggio (canale 14) in collaborazione con il Centro diocesano per le Comunicazioni sociali.
Di seguito un articolo introduttivo scritto per La Libertà da padre Anacleto Maria Tommasi. Sotto, un approfondimento sul concerto in programma il 4 settembre alle 21.

Dopo aver fatto riferimento nel 2017-18 al mistero dell’Incarnazione, la Chiesa di Reggio Emilia-Guastalla nell’anno pastorale 2018-19 concentrerà la sua attenzione sulla Pasqua di Cristo nel duplice aspetto di Croce e Risurrezione. Questi due momenti dell’unico Mistero pasquale li sentiamo attuali nei grandi cambiamenti sociali che ci coinvolgono. Le nostre comunità cristiane sono chiamate ad ispirarsi a Cristo, crocifisso e risorto, per fare scelte di vita che, se segnate dal servizio e dall’amore, daranno sicuramente speranza al futuro della Chiesa.

Poiché l’anno pastorale inizia in Ghiara l’8 settembre con la solenne concelebrazione presieduta dal vescovo Massimo, ci sembra interessante leggere il grande ciclo pittorico del Santuario, un’autentica liturgia della Parola,
per ritrovarvi il percorso pasquale di Cristo e della Chiesa, accompagnati dalla presenza di Maria che, oltre ad essere la Madre di Cristo, è immagine e inizio della Chiesa.
A tre immagini vogliamo fare riferimento in particolare.

La prima è l’Icona miracolosa che ha dato origine al Tempio. Il carattere pasquale risalta nel Bambino che è spogliato come Gesù crocifisso (cf. Sal 22,19; Is 53,7; Gv 19, 23-24) ed è in piedi come il Signore risorto. Seduto su un cuscino, segno di regalità, e sul lenzuolo della sindone aperto, si erge con le braccia e le gambe in dinamico slancio di rinascita. La sua mano benedicente è rivolta verso di noi per renderci partecipi della sua risurrezione. Alle spalle della Madre c’è una colonna che sorge dalle pietre scartate: è Gesù Cristo nuovo Tempio (cf Gv 2, 19-21). In basso, a destra, ci sono due fiori: un trifoglio che richiama i tre giorni del sepolcro; la spiga che richiama il chicco di frumento morto nella terra per risorgere ad una vita nuova e piena (Gv 12,24). La Madre che adora il Figlio da lei generato è la Chiesa che esprime la fede in tutto il mistero del Signore.

Continua a leggere tutto l’articolo di padre Anacleto Tommasi e scopri gli appuntamenti de La Giareda su La Libertà del 29 agosto

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