Il convento è casa & scuola

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A Scandiano ha sede lo studentato teologico dei Cappuccini

Da oltre 100 anni il convento dei Frati Minori Cappuccini di Scandiano è una casa di formazione per giovani frati. Dal 2011 è sede dello Studentato Teologico ovvero la tappa finale del percorso di “formazione iniziale” dei Frati Cappuccini italiani.
Qui arrivano giovani che hanno già emesso la professione solenne al termine dei tre anni di postnoviziato a Milano e dopo un percorso durato cinque anni iniziato con l’accoglienza vocazionale (a Cesena) e proseguito con l’anno di postulato (a Lendinara di Rovigo) e di noviziato (a Tortona di Alessandria dove avviene la professione semplice).
Al convento di Scandiano, che è Studentato Teologico interprovinciale per l’Italia del Nord-Ovest, vivono i giovani frati delle province cappuccine di Emilia Romagna, Liguria, Piemonte e rispettiva custodia di Capo Verde. I giovani risiedono a Scandiano e si spostano a Reggio per seguire le lezioni degli ultimi due bienni dello Studio Teologico Interdiocesano di Reggio Emilia e si trovano per compagni di banco i seminaristi delle diocesi di Reggio Emilia – Guastalla, Modena-Nonantola, Carpi, Parma e i Saveriani di Parma e alcuni laici.

Quest’anno hanno vissuto a Scandiano 14 frati in formazione che hanno condiviso la vita della fraternità conventuale “stabile” del convento. La casa di Scandiano è casa di formazione per i giovani frati che hanno scelto di annunciare il Vangelo seguendo le orme di Francesco d’Assisi ed è paragonabile a un seminario. Insieme ai frati neoprofessi vive una équipe formativa attualmente composta da fr. Maurizio Guidi (maestro degli studenti, insegnante e guardiano vicario), fr. Davide Bruzzi (guardiano del convento ed economo), fr. Claudio Matraxia (vice-maestro, della Provincia del Piemonte), fr. Prospero Rivi (confessore, servizi pastorali e responsabile beni culturali), fr. Claudio Palloschi (sacrista e servizi fraterni) e il confessore fr. Bernardino Costi.

L’incontro con la Diocesi
“Il percorso formativo degli studenti – spiega fr. Maurizio Guidi, maestro dello Studentato che al pari di un rettore è il principale referente della formazione – segue le linee tracciate dalla Congregazione per il Clero e dal Progetto Formativo dei Cappuccini Italiani, ma è molto duttile per accompagnare i desideri e le aspirazioni dei singoli. La scelta di portare a Scandiano lo Studentato dei Cappuccini dell’Emilia Romagna (ai quali si sono poi aggregati gli studenti di altre province cappuccine, ndr) è stata fatta sulla base del percorso formativo offerto dallo Studio Teologico Interdiocesano (STI) di Reggio Emilia. A distanza di 7 anni si conferma una scelta positiva. Innanzitutto per la qualità dell’insegnamento, molto attento alle esigenze formative e con insegnamenti mirati alla pastorale negli ultimi anni, e poi per il contatto con una diocesi molto vivace, organizzata, ricca di servizi caritativi e in grado di offrire ottime opportunità di crescita agli studenti”.

Continua a leggere tutto l’articolo di Emanuele Borghi su La Libertà del 22 agosto

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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