Coltivare l’alleanza con la terra

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Custodia del creato: il messaggio della Chiesa italiana. Veglia diocesana sabato 1 settembre alle 21 a Masone

L’Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del Lavoro, diretto da Chiara Franco, condivide con i lettori il messaggio per la 13a Giornata nazionale per la Custodia del creato, che si celebra il 1° settembre: è stato scritto da due Commissioni episcopali: quella per i Problemi sociali e il Lavoro, la Giustizia e la Pace e quella per l’Ecumenismo e il Dialogo. Sabato 1 settembre alle 21 la veglia diocesana sarà ospitata dalla chiesa parrocchiale di Masone (si veda la locandina).

“Finché durerà la terra, seme e mèsse, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte, non cesseranno” (Gen. 8, 22). Con queste parole la Scrittura indica nell’alternanza dei tempi e delle stagioni un segno di quella stabilità del reale, che è garantita dalla fedeltà di Dio. Il successivo capitolo di Genesi simboleggerà tale realtà con l’arcobaleno: “Dio disse: «Questo è il segno dell’alleanza, che io pongo tra me e voi e ogni essere vivente che è con voi, per tutte le generazioni future»” (Gen. 9, 12). L’arco nel cielo richiama il dono della terra come spazio abitabile: Dio promette un futuro in cui l’umanità e gli altri viventi possano fiorire nella pace.

Contro la rassegnazione

Oggi, però, ci sentiamo talvolta come se tale alleanza fosse intaccata: sempre più spesso la nostra terra – città, paesi, campagne – è devastata da fenomeni atmosferici di portata largamente superiore a ciò che eravamo abituati a considerare normale. Anche gli ultimi mesi hanno visto diverse aree del paese sconvolte da eventi metereologici estremi, che hanno spezzato vite e famiglie, comunità e culture – e le prime vittime sono spesso i poveri e le persone più fragili. Le stesse storie narrate da tanti migranti, che giungono nel nostro paese chiedendo accoglienza, parlano di fenomeni inediti che colpiscono – in modo spesso anche più drammatico – aree molto distanti del pianeta. Né il cambiamento climatico è l’unica minaccia legata alla crisi socio-ambientale: si pensi all’inquinamento diffuso ed ai drammi che talvolta esso porta con sé.

Così talvolta si fa strada un senso di impotenza e di disperazione, come fossimo di fronte ad un degrado inevitabile della nostra terra. Papa Francesco nell’Enciclica Laudato si’ invita però a non cedere alla rassegnazione. Proprio quei nn. 23-26, che testimoniano della gravità del mutamento climatico in atto, mettendo in guardia contro forme di negazionismo antiscientifico, evidenziano anche come esso sia legato in gran parte a comportamenti umani, che possiamo modificare. Il II capitolo della stessa Enciclica sottolinea d’altra parte come quel mondo creato, che ci è dato come dono buono, sia anche affidato alla cura delle nostre mani, per custodirne l’abitabilità preziosa. E c’è negli esseri umani “una capacità di reagire, che Dio continua ad incoraggiare dal profondo dei nostri cuori” (Enciclica Laudato si’, n.205).

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