Le Fiabe di Isabelle: “L’acqua della vita”

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Carissimi lettori, un’altra fiaba dei fratelli Grimm per Voi, dedicata alla nostra preziosa e purtroppo sempre più rara fonte di vita: l’Acqua.

Isabelle Adriani

C’era una volta un Re che era molto malato. I suoi tre figli, addolorati, scesero a piangere nel giardino del castello. Là incontrarono il vecchio consigliere del Re che disse loro: “Io conosco un rimedio per far guarire il nostro Re: si tratta dell’acqua della vita; se la beve, guarirà. Ma è molto difficile da trovare”. I due figli maggiori dissero: “La troveremo”. Andarono dal padre ammalato e gli domandarono il permesso di andare a cercare l’acqua della vita, poiché solo quella poteva salvarlo. “No”, rispose il re “è troppo pericoloso, piuttosto preferisco morire”. Anche il giovane voleva andare e lo pregò tanto, ma era troppo giovane e il Re acconsentì solo che partissero i due figli maggiori.

In cuor loro i due principi pensavano: così lascerà il regno solo a noi. Si misero in cammino e, dopo aver cavalcato per un po’, videro sulla strada un nano che li chiamò e disse loro: “Dove andate così di fretta?”. “Razza di omiciattolo” – dissero i due principi con fare altezzoso – “non hai bisogno di saperlo!”. E proseguirono. Ma il nano andò in collera e scagliò loro una maledizione. I due principi finirono in un burrone e più andavano avanti, più si stringevano le montagne, e alla fine il sentiero si fece così stretto che non poterono più avanzare né indietreggiare di un passo e rimasero bloccati nella gola di pietra. Questo succede a chi è superbo.

Nel frattempo il padre ammalato li attendeva, ma essi non tornavano mai. Allora il più giovane volle andare anche lui a cercare l’acqua, e il Re dovette lasciarlo andare. Quando incontrò il nano, e questi gli domandò: “Dove vai così di fretta?”; egli rispose: “Cerco l’acqua della vita, perché mio padre è ammalato e sta per morire”. “Sai dove trovarla?”- chiese il nao. “No”, rispose il principe. “Se dividi con me il tuo vino e il tuo pane te lo dirò io”. Il giovane lo fece subito e il nano disse…: “L’acqua della vita zampilla da una fonte che si trova in un castello incantato; per potervi entrare, ti do una verga di ferro e due pagnottine. Con la verga batti tre volte al portone di ferro del castello, e si spalancherà. All’interno ci sono due leoni con le fauci aperte, ma se tu getti loro il pane si placheranno. Allora corri a prendere l’acqua della vita prima che scocchino le dodici, altrimenti il portone si richiude e tu resti imprigionato”.
Il principe lo ringraziò moltissimo, prese la verga e il pane, andò e trovò tutto quanto proprio come aveva detto il nano.

Continua a leggere il saggio di Isabelle Adriani su La Libertà del 22 agosto

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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