La Beata Vergine è l’Arca dell’Alleanza

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Gli appunti preparati da Camisasca. Monsignor Nicelli ha celebrato a Pianzo

Il vescovo Massimo è stato dimesso nel primo pomeriggio di martedì 14 agosto dal Reparto Malattie infettive dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio, dove era stato ricoverato dopo il passaggio al Pronto Soccorso e all’O.B.I. la sera del 9 agosto.
Il Vescovo infatti era stato colto da malore, un serio attacco febbrile, giovedì 9 agosto alle 18 mentre si trovava a Giandeto (Casina) per un periodo di riposo; impressionato, aveva chiesto subito di essere trasportato in ambulanza a Reggio. Il Vescovo, che ha iniziato un periodo di convalescenza, è molto grato al personale medico e paramedico dell’Ospedale per le cure ricevute. Monsignor Camisasca manifesta anche la sua profonda gratitudine a tutti coloro che gli hanno espresso la loro vicinanza e le loro preghiere. A Dio piacendo riprenderà il suo ministero pubblico domenica 2 settembre a Marola.
Pubblichiamo di seguito gli appunti che monsignor Camisasca aveva già preparato per la festa dell’Assunzione di Maria in Cielo. La foto, di Annarita Mantovani, si riferisce invece alla Messa presieduta il 15 agosto dal Vicario generale Nicelli a Pianzo (Casina).

Anche quest’anno, nel cuore dell’estate, celebriamo una delle feste più antiche e più amate dedicate alla Vergine Maria: la sua assunzione al Cielo. “L’immacolata Madre di Dio, la Vergine Maria, terminato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo” (Pio XII, Munificentissimus Deus).
Maria è così strettamente unita al Figlio che ha accolto nella fede e generato nella carne da condividere pienamente la sua Gloria nel Cielo, subito, al compiersi della vita terrena. Come in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita (1Cor 15,22), abbiamo ascoltato nella seconda lettura. Maria è la prima creatura umana a ricevere la pienezza della vita eterna da Gesù.
La Chiesa usa l’espressione: “Assunta in Cielo”. Il Cielo non è un luogo. Esso è piuttosto l’amore di Dio in cui veniamo pienamente introdotti superando i confini del tempo, dello spazio e della morte e in cui ci è donata l’eternità, nell’integrità della persona umana, senza nulla tralasciare e niente disprezzare.

Che cosa impariamo da tutto ciò? Quale significato riveste la solennità di quest’oggi per la nostra vita? Contemplando l’Assunzione di Maria scopriamo innanzitutto che in Dio c’è spazio per l’uomo. Tutto l’uomo, la sua storia, le sue gioie e le sue sofferenze sono abbracciate da Dio. È ciò che ha vissuto Gesù in prima persona e che si compie in maniera mirabile e definitiva anche per sua Madre. Questa verità ci dona tanta gioia, pace e consolazione. Neppure un capello del vostro capo andrà perduto (Lc 21,18), dice il Signore. La nostra fede cristiana, la vita di Gesù e la testimonianza eroica dei santi non ci parlano soltanto di una generica sopravvivenza dell’anima dopo la morte. Gesù Cristo ci promette la vita eterna, “la vita del mondo che verrà”. Maria ne è la prima beneficiaria.

Continua a leggere il testo integrale con gli appunti del vescovo Camisasca su La Libertà del 22 agosto

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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