Rtm punta sulla Palestina

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Dati e progetti dal report 2017 della Ong reggiana

Più che a un bilancio, il report annuale di Reggio Terzo Mondo assomiglia a un album fotografico. Con la differenza che a scorrere tra le dita – o sullo schermo, per chi predilige la consultazione digitale – non sono dei ricordi, ma dei progetti in corso. E volti.
La fotografia, recapitata nel cuore dell’estate, si riferisce al 2017, quando già il 2018 ha superato abbondantemente la metà.
Il tempo è denaro, dicono gli uomini d’affari. Ma nel caso di Rtm, il tempo è anche dono, investimento sullo sviluppo integrale dei popoli e sulle persone, in Madagascar, Kosovo, Albania e Palestina, oltre che in Italia.

Gettando uno sguardo all’elenco degli oltre 30 volontari impegnati nell’anno passato, dove per ciascuno sono indicati in colonna “partenza” e “rientro”, colpisce il caso record di Luciano Lanzoni, che si occupa di prevenzione e riabilitazione psichiatrica ad Ambositra (Madagascar): ha iniziato il suo servizio nel novembre 1990, quindi sono 28 anni che la sua casella “rientro” è vuota.
“Quest’anno la copertina del report è dedicata alle attività in Palestina perché abbiamo posto le basi per proseguire ed ampliare il nostro impegno a favore della prima infanzia nel Paese”, spiega il direttore Marcello Viani nella lettera che accompagna la pubblicazione.

In Cisgiordania è stata attivata l’Alleanza per un’Educazione inclusiva e di qualità della prima infanzia. Duplice il suo obiettivo: contribuire ad aumentare la qualità e l’inclusione nei servizi educativi per l’infanzia in Cisgiordania e rafforzare il partenariato pubblico-privato nel settore dell’educazione della prima infanzia nel Governatorato di Betlemme, con scambio di buone pratiche esteso al resto della Cisgiordania.

Continua a leggere tutto l’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 22 agosto

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