Confagricoltura Reggio Emilia, Marcello Bonvicini riconfermato presidente

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Marcello Bonvicini è riconfermato all’unanimità alla presidenza di Confagricoltura Reggio Emilia per il suo secondo mandato consecutivo 2018-2021. Il consiglio direttivo si è tenuto venerdì scorso, 27 luglio. Tra i temi più urgenti a cui si dedicherà il numero uno dell’ente associativo nel prossimo triennio, figurano quelli di riottenere conferma degli importi totali PAC destinati al sostegno accoppiato e disaccoppiato, agevolare i tavoli di filiera e spingere sul ricambio generazionale in agricoltura.

«Nella fotografia attuale del mondo agricolo provinciale – dichiara Bonvicini, che dal 1996 guida “La Libertà”, cooperativa agricola produttrice di cereali, barbabietole da zucchero, riso e orticole, con sede a Santa Vittoria di Gualtieri (RE) – spiccano anzitutto il trend positivo del Parmigiano Reggiano, con quotazioni medie intorno ai 9,70 euro/kg, e la buona tenuta della redditività dei suinicoltori».

A destare preoccupazione sono piuttosto altri settori. «Il comparto vitivinicolo – inizia Bonvicini –  viene da un periodo di alti livelli di produzione e investimenti, che rischiano di determinare ricadute dirette sulla collocazione del prodotto e sulla spunta di prezzi remunerativi. Gravi difficoltà sta poi attraversando la barbabietola da zucchero, che deve affrontare il dumping di paesi come la Francia e la Germania. Ma va monitorato anche il settore del grano duro, il cui prezzo si mantiene fermo sui 21 euro/q e non accenna a sbloccarsi: questa situazione si protrae anche a seguito delle consistenti giacenze che a livello mondiale vedono in testa Canada e Stati Uniti. Nel settore del grano tenero, invece, l’aumento delle quotazioni (19 euro/q) che si è registrato nei giorni scorsi lascia ben sperare. Altro grave problema di non facile soluzione è invece quello del mais, la cui produzione, dal 2000 ad oggi, è scesa del 60% a causa della presenza delle aflatossine».  

Che approccio assumere dunque a fronte di queste problematiche? Risponde il numero uno di Confagricoltura Reggio: «Tre sono gli obiettivi più urgenti del nostro rinnovato programma. Primo, ottenere riconfermati gli stessi contributi PAC per i pagamenti disaccoppiati ed estendere i pagamenti accoppiati anche ad altre coltivazioni oggi non contemplate. Secondo, implementare i tavoli di filiera, mettendo in dialogo tra loro i singoli attori, affinché lavorino per obiettivi comuni ovvero per la valorizzazione del prodotto finale. Terzo, organizzare un sistema tale da permettere quel ricambio generazionale che ad oggi, sostenuto soltanto dai finanziamenti di primo insediamento, non riesce ad attecchire».

E nel suo programma Bonvicini non dimentica «l’ulteriore rafforzamento di Agrinsieme, un valore aggiunto per la nostra provincia, una di quelle dove l’ente ha conquistato maggiore forza a livello regionale e forse nazionale, che ha fatto propria la filosofia vincente dell’unire le forze del mondo agricolo».

Confagricoltura Reggio Emilia conta circa un migliaio di aziende agricole associate, oltre a 200 proprietari di beni affittati, e 30mila ettari di superficie agricola, che corrisponde al 30% della superficie provinciale. Nel 2017, nella sede di lavoro di via dell’Aeronautica, sono state registrate 130mila ore di lavoro da parte di dipendenti (operai e impiegati), che corrispondono al 50% del totale lavorato in provincia di Reggio Emilia.

Vicepresidenti di Confagricoltura Reggio Emilia per il prossimo triennio sono Giuseppe Bettuzzi, Erika Sartori e Luigi Peri. Consiglieri figurano Daniele Elefanti, Francesco Bertolini e Sergio Benati.

Attualmente, Bonvicini è anche consigliere di amministrazione della Cooperativa ortolani di Reggio Emilia e del Consorzio agrario dell’Emilia, nonché membro del Consiglio di amministrazione di Anb Coop Associazione nazionale bieticoltori e del direttivo dell’Associazione produttori anguria reggiana (Apar).

Pubblicato in Articoli, Associazioni

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