Estate da prof

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Sarà capitato a tutti, penso, di chiedersi da ragazzi cosa facessero i prof in estate.

Ricordo che queste persone che vedevo tutti i giorni per poi sparire improvvisamente per tre mesi, con l’arrivo di Giugno diventavano delle entità misteriose che mi immaginavo entrare in un grande congelatore e riposare per tre mesi di fianco ai cappelletti della nonna.

Mi svegliavo molto inquietata se mi capitava di sognare qualche prof: lo percepivo come un invasore nel riposo estivo e di alcuni mi capitava di non ricordarne minimamente. Una specie di reset completo per la pausa estiva.

Poi è venuta l’università, dove ho imparato molto presto che purtroppo i prof durante l’estate non spariscono, o almeno non del tutto: a ricordarmi costantemente della loro esistenza c’era il pensiero degli esami che mi attanagliava quotidianamente sia che studiassi, sia che fossi in vacanza. Trauma estivo finito con la laurea, anche se continuo ad avvistare con una certa frequenza dei sosia del mio prof di Chimica Fisica II, ma sono abbastanza sicura che nel suo caso conti molto il piacevole ricordo delle due ore e mezza passate alla lavagna durante l’esame.*  

Adesso che sono una prof, sono felice di non passare tutta l’estate in congelatore tra una coscia di pollo e i tortelli buoni e di godere del privilegio di avere tanto tempo a disposizione.

Chiaramente c’è chi fa costantemente notare che è uno scempio che i prof lavorino così poco, che siamo dei mantenuti, che è facile fare gli splendidi quando non si lavora per due mesi, che con questo si perde ogni possibilità di lamentarsi vita natural durante, che praticamente viviamo “una vita in vacanza”.

Sarà anche vero, ma a fare un lavoro che tra le altre cose mi permette di godermi l’estate non è che mi senta proprio dalla parte del torto…quindi si tace e si accettano queste pallide osservazioni (che spesso non tengono conto di dettagli come il contratto che scade il 30 giugno, per chi non è di ruolo) con un bel sorriso sulla faccia abbronzata.

Anche da prof però mi viene da pensare a cosa succede in estate a chi è dall’altro lato della cattedra: chiaramente non mi immagino più nessuno ibernarsi per tre mesi, ma mi viene abbastanza spesso da pensare a cosa stanno facendo i nostri studenti e si ripetono alcune dinamiche che avevo provato da studentessa, con i miei prof.

 

Nel riposo notturno (e durante le pennichelle pomeridiane che da disoccupata prof-in-vacanza posso concedermi) ho sognato più di una volta qualche studente e la sensazione di disagio al risveglio è la stessa di quando mi capitava di sognare i prof.

Come una specie di fantasma dei natali passati, qualche volto è arrivato a farmi visita durante il sonno generando ogni volta un po’ di inquietudine. Non mancano anche gli avvistamenti di sosia o presunti tali: l’altro giorno quella che mi è sembrata la replica esatta di una ragazza del liceo mi ha lasciata interdetta per qualche istante mentre ordinavo un gelato. Dei ragazzini che passano davanti all’ombrellone tendo ad indovinare mentalmente la classe e la “bravura” a scuola. Guardo l’eclissi di luna e penso se i ragazzi di prima liceo si ricordano quanto fatto in classe: le fasi lunari, i nodi, apogeo, perigeo…chissà se la stanno guardando anche loro e se ne stanno parlando con i loro amici.

Vedo un ragazzo che assomiglia a un mio studente ma non riesco a ripescare il suo nome se non dopo uno sforzo di qualche minuto e consultazione via WhatsApp con qualche collega.

Ma, questa volta, c’è anche di più: capita sotto l’ombrellone di pensare al prossimo anno scolastico, nuove attività, approfondimenti da fare, cambio di programmi, nuovi buoni propositi per le lezioni e propositi già visti per quanto riguarda le macchinette delle merendine.

E poi chissà i ragazzi quanto saranno cresciuti, se avranno passato una buona estate, se in casa va tutto bene, se tornando a scuola risulterò ancora più tappa di fianco a loro, se stanno già pensando a cosa fare dopo la scuola anche se per alcuni la Maturità è ancora lontana…

Non ci si “libera” quindi completamente della scuola, durante la pausa estiva!

Un po’ dei pensieri e un po’ di cuore rimangono attaccati all’anno passato e un po’ a quello che verrà…

In fondo, come diceva il vecchio saggio “l’attesa della scuola è essa stessa scuola”!

Era così, giusto? 😉

*Non ho -fortunatamente per il mio cuore- più incontrato il mio prof di Chimica Fisica II, in compenso l’anno scorso, nell’ombrellone davanti al mio si è palesata una severissima prof che ho avuto nella laurea magistrale. Competentissima ma temutissima, in dipartimento avevamo il terrore di incontrarla per i corridoi…facile immaginare la mia reazione quando me la sono ritrovata davanti in costume, in un paesino sperduto delle Marche. 

Per commentare la rubrica scrivi a iaiaoleari@laliberta.info

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