Papa Francesco contro la tratta degli esseri umani

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“Cari fratelli e sorelle, lunedì 30 luglio, ricorre la Giornata Mondiale contro la tratta di persone, promossa dalle Nazioni Unite. Questa piaga riduce in schiavitù molti uomini, donne e bambini con lo scopo dello sfruttamento lavorativo e sessuale, del commercio di organi, dell’accattonaggio e della delinquenza forzata. Anche qui, a Roma. Anche le rotte migratorie sono spesso utilizzate da trafficanti e sfruttatori per reclutare nuove vittime della tratta. È responsabilità di tutti denunciare le ingiustizie e contrastare con fermezza questo vergognoso crimine”.

Con queste parole il Papa domenica 29 luglio, dopo la recita dell’Angelus si è rivolto ai fedeli radunati in piazza San Pietro.

Prima dell’Angelus, Bergoglio, facendo riferimento al brano evangelico di Giovanni che racconta la moltiplicazione dei pani e dei pesci aveva detto: “L’amore di Dio per l’umanità affamata di pane, di libertà, di giustizia, di pace, e soprattutto della sua grazia divina, non viene mai meno. Gesù continua anche oggi a sfamare, a rendersi presenza viva e consolante, e lo fa attraverso di noi. Pertanto, il Vangelo ci invita ad essere disponibili e operosi, come quel ragazzo che si accorge di avere cinque pani e dice: “Io do questo, poi tu vedrai …”. Di fronte al grido di fame – ogni sorta di “fame” – di tanti fratelli e sorelle in ogni parte del mondo, non possiamo restare spettatori distaccati e tranquilli. L’annuncio di Cristo, pane di vita eterna, richiede un generoso impegno di solidarietà per i poveri, i deboli, gli ultimi, gli indifesi. Questa azione di prossimità e di carità è la migliore verifica della qualità della nostra fede, tanto a livello personale, quanto a livello comunitario”.

Il Santo Padre si è poi soffermato sullo spreco alimentare, osservando che alla fine del racconto evangelico Gesù, quando tutti furono saziati, disse ai discepoli: raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto.

“Penso alla gente che ha fame e a quanto cibo avanzato noi buttiamo … Ognuno di noi pensi: il cibo che avanza a pranzo, a cena, dove va? A casa mia, cosa si fa con il cibo avanzato? Si butta? No. Se tu hai questa abitudine, ti do un consiglio: parla con i tuoi nonni che hanno vissuto il dopoguerra, e chiedi loro che cosa facevano col cibo avanzato. Non buttare mai il cibo avanzato. Si rifà o si dà a chi possa mangiarlo, a chi ha bisogno. Mai buttare il cibo avanzato. Questo è un consiglio e anche un esame di coscienza: cosa si fa a casa col cibo che avanza? Preghiamo la Vergine Maria, perché nel mondo prevalgano i programmi dedicati allo sviluppo, all’alimentazione, alla solidarietà, e non quelli dell’odio, degli armamenti e della guerra”.

Tra i gruppi espressamente salutati da Papa Francesco al termine dell’Angelus figurano anche gli “Amici di Santa Giovanna Antida Thouret”, un movimento di laici – attivo anche nella nostra regione – legato al carisma della carità della congregazione fondata dalla religiosa francese. In questi giorni i referenti a livello internazionale, provenienti da: Italia, Francia, Romania, Indonesia, India, Paraguay, Malta, Libano, Tchad e Pakistan erano riuniti a Roma per un convegno programmatico.

gar

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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