Buoni frutti dagli esercizi spirituali a Re

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Da La Libertà del 25 luglio

Da Re di Verbania, dove abbiamo vissuto sei giorni di spiritualità, immersi in un verde paesaggio, noi 20 partecipanti da Reggio Emilia, sabato 7 luglio, siamo scesi in pianura. È un ritorno non facile e, per alcuni ammalati o anziani, anche triste; si lasciano amici vecchi e nuovi, preghiere comunitarie, liturgie sempre diverse, gruppi di lavoro e tanto altro. Nei primi tre giorni monsignor Verucchi (foto al centro) ci ha regalato meditazioni chiare e profonde sul Vangelo di Giovanni, in particolare sulla Parola “Stavano…”, sul dono che Gesù ci fa della Madre ai piedi della croce e sul passo della Vite e dei tralci.

Con ampi spazi di adorazione e condivisione pomeridiana negli 8 gruppi formati, a sera, nell’aula magna, monsignore rispondeva alle diverse riflessioni dei gruppi, in maniera esaustiva, proponendo varie ricette da lui sperimentate come confessore.
Ci ha dato importanti direttive sul come pregare, sul dono gratuito dell’amore, sul come discernere e potare nella nostra vita quelle attività o cose che sono di troppo o ci impediscono di vivere bene la nostra vocazione.


Eravamo continuamente richiamati dal nostro assistente don Marco al silenzio, necessario per vivere pienamente i santi esercizi. La Messa al parco di Fatima, che sovrasta la casa, e la processione al santuario della Madonna del Sangue sotto una lieve pioggerellina, sono stati momenti molto intensi di preghiera con intenzioni per la Chiesa universale e per la nostra Diocesi.
Rimaniamo tutti sempre edificati dall’esempio di mariti, mogli e volontari che assistono con grande tenerezza le persone con lievi o grandi disabilità. I Silenziosi Operai della Croce, là residenti, sono poi eccezionali nell’ospitalità, nel preparare e animare le liturgie e in tutta l’organizzazione del corso.

L’ ultimo pomeriggio abbiamo avuto un momento allegro, quando don Marco si è improvvisato abile venditore nel distribuire i tanti regali sorteggiati dai presenti, per la lotteria a favore delle loro Missioni in Camerun e in Colombia. Sabato mattina, svegliati all’alba, preparati i carrelli con le valigie, dopo la santa Messa e la colazione, tutti sui pullman con tanti addii e arrivederci al prossimo anno, decisi a portare a casa i nostri frutti.

Maria Predieri
Centro Volontari della Sofferenza

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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