Confessioni, poveri e cultura

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In dialogo con il cappuccino padre Volpe, guardiano a Reggio

La festa del “Perdono di Assisi”, il 2 agosto, è una manifestazione della misericordia infinita di Dio e un segno della passione apostolica di san Francesco animato dal desiderio di portare a Dio tutte le anime. La ricorrenza, intimamente legata a san Francesco, ci fa pensare alla Famiglia francescana e in particolare alle figlie e ai figli spirituali di san Francesco che operano nel nostro territorio. Se guardiamo alla vita consacrata (senza considerare cioè l’Ordine Francescano Secolare), in diocesi sono presenti quattro comunità religiose maschili dell’ordine dei Frati Minori Cappuccini (tre abitano i conventi di Reggio Emilia, San Martino in Rio e Scandiano, la quarta risiede nella cappellania ospedaliera dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio) e un monastero di monache clarisse cappuccine a Correggio. Quanto alle comunità religiose femminili di vita attiva che si richiamano al carisma di Francesco e Chiara d’Assisi troviamo le Ancelle Francescane del Buon Pastore, una comunità di Missionarie Clarisse del SS. Sacramento, le Piccole Figlie di San Francesco d’Assisi, le Suore Francescane dell’Immacolata di Palagano, le Suore Francescane Missionarie di Cristo e le Suore Francescane Missionarie del Verbo Incarnato. Una vera ricchezza e un polmone spirituale per la nostra Chiesa.

Per un primo “assaggio” di spiritualità francescana su La Libertà siamo partiti dalla comunità maschile dei Frati Minori Cappuccini di via Ferrari Bonini a Reggio.
“La nostra fraternità – chiarisce subito padre Lorenzo Volpe, che da un anno è guardiano del convento, cioè il superiore della fraternità – è composita: siamo otto frati di vita attiva a servizio dei fedeli che frequentano la nostra chiesa e tre frati a servizio delle venticinque persone ricoverate nell’infermeria provinciale annessa al convento. Attualmente l’infermeria accoglie 22 frati dell’Emilia Romagna e altri tre sacerdoti che hanno chiesto ospitalità. Siamo un’unica fraternità, anche se con ritmi diversi”.

Presenza in confessionale
La chiesa di via Ferrari Bonini (insieme alla Basilica della Ghiara retta dai Servi di Maria e alla Cattedrale) ha un ruolo di grande importanza per la celebrazione del sacramento della Riconciliazione in città. I frati fanno a turno in chiesa per garantire sempre la presenza di un confessore. “Nel confessionale incontriamo tante anime delicate che ci edificano con i loro propositi di vita spirituale e tanta povertà spirituale e materiale”. In certi casi i frati esercitano la terapia dell’ascolto mostrandosi accoglienti e pazienti nella direzione spirituale.

Leggi tutto l’articolo di Emanuele Borghi su La Libertà dell’11 luglio

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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