Oratorio in uscita fra Montecchio e Calabria

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Una Chiesa in uscita
“Tutti siamo chiamati a questa nuova uscita missionaria” (Evangelii gaudium n. 20). Più volte Papa Francesco è tornato sul fatto che il cristiano o è missionario o non è cristiano, che la pastorale o è missionaria o non è cristiana. Per questo anche nel pensare l’oratorio estivo ci siamo chiesti cosa volessero dire queste parole per noi. Così, l’insistenza del Papa anche sul primato di Dio, che sempre ci precede e sorprende attraverso gli uomini di buona volontà, ci ha portato dallo scorso anno a dedicare una mattinata ad uscire dalle mura dell’oratorio Don Bosco a Montecchio per andare a gruppetti a scoprire posti significativi, per ragioni storiche, civili, ambientali o altro, di Montecchio e Aiola.

Interrogandoci poi, anche, su cosa volesse dire per noi, comunità dell’oratorio, portare agli altri Gesù, abbiamo pensato di andare in parata con gli sbandieratori di Quattro Castella nella piazza principale del nostro paese, cuore civile di Montecchio, e lì passare una mattina di giochi, preghiere, spettacoli in mezzo al mondo, alla luce del sole, prima di tornare poi nelle mura domestiche, dove gli sbandieratori di Ciano ci hanno atteso.

Ribelli per amore della vita
“Ho paura di fare figuracce. Cioè ho paura di non essere all’altezza o di non fare ciò che gli altri si attendono da me. Dall’altro lato, a forza di fare ciò che gli altri si attendono, non faccio mai scelte mie, non sono mai me stesso”. Queste parole sono state dette da un ragazzo delle superiori, ma, come diceva una mamma, valgono anche per noi adulti, specialmente nel mondo del lavoro. Paradossalmente, la cosa più scontata è la più difficile: essere se stessi.

Continua a leggere l’articolo su La Libertà del 27 giugno

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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