Val d’Enza, dopo la pioggia la siccità

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Entrerà in vigore a giorni l’applicazione del deflusso minimo vitale, ovvero l’obbligo di lasciare un quantitativo sull’asta di un corso d’acqua, in grado di tutelare la salvaguardia della normale struttura naturale dell’alveo.

Questa operazione, necessaria e imprescindibile per i normali corsi d’acqua, è praticamente inutile per il torrente Enza avvezzo a lunghi periodi di secca e assolutamente dannosa per le operazioni di irrigazione degli agricoltori.

 

«Se non si interviene subito con una deroga urgente al provvedimento – commentano Eugenio Torchio, neo vice delegato confederale e Assuero Zampini, direttore della Coldiretti Reggio Emilia – risulteranno impossibili le normali operazioni di prelievo per sostenere le coltivazioni per tutte le azienda agricole della Val d’Enza. E il problema si ripropone inesorabile indipendentemente qual quantitativo di pioggia caduto».

L’impossibilità di irrigare in questo periodo provocherebbe danni ad oltre 500 imprese agricole, non solo al loro reddito ma anche alla biodiversità che tutelano attraverso il mantenimento dei prati stabili. Ricorda la Coldiretti reggiana che i prati stabili della Val d’Enza sono gli unici esempi in tutta la pianura padana.

 

 

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