Guerre e paci fra Oriente e Occidente secondo Siobahn Nash-Marshall e Antonia Arslan

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Da “L’Uomo e la Chiesa”, inserto a La Libertà del 20 giugno

Occhi vivaci e sorriso dolce che trasmettono pace ma spingono a riflettere… questa è Antonia Arslan che nel dopocena di domenica 10 giugno al Festincontro, accompagnata dalla docente universitaria Siobhan Nash-Marshall, ha parlato del tema “Rivolti ad Oriente… Guerre, paci e tragedie fra Oriente e Occidente”.
Entrambe di origine armena, veneta l’una, americana l’altra, insieme mostrano a un pubblico nutrito e attento come l’Armenia sia ancora importante per l’Europa che ormai ha smesso di credere.

Il discorso parte dal racconto di un film, “Hotel Gagarin”, dove un gruppo di italiani si ritrova in Armenia e rimane affascinato dall’accoglienza e dalla forza dei pochi sopravvissuti perché minoranza sotto il dominio russo e non turco.

Proprio dai giovani turchi formatisi come classe dirigente nella Germania dei primi del Novecento – impregnata, come il resto dell’Europa, dall’Idealismo di Kant, Hegel, Fichte e Marx – nasce l’idea del genocidio necessario per la creazione di uno Stato turco uniforme e perfetto che non prevede le minoranze etniche.

Gli Armeni, con la loro concretezza che si traduce nella forza di continuare a vivere e a credere, sono la prova di quanto la realtà nella sua varietà e nelle diversità sia vita vera da amare e rispettare, e non l’idea di essa a cui gli ideologismi europei da Cartesio in avanti hanno cercato di adeguare, a spese di milioni di vite umane.

Ecco l’attualità del discorso delle due relatrici, che con forza e determinazione girano il mondo portandovi la cultura e l’amore per la vita e per l’umanità di cui l’Armenia è il simbolo, e lo fanno promuovendo libri anche di altri autori, in cui Antonia Arslan ha scritto la prefazione, o che trattano di altri genocidi, come quello degli Yazidi.
“La Masseria delle Allodole”, il capolavoro di Antonia Arslan, giunto alla sua ventiquattresima edizione, è un libro sempre più letto in Italia.
E il nostro Paese nel mondo è il terzo che visita l’Armenia… anche per cercare il vero significato della propria esistenza.

Daniela Tagliazucchi

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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