Uccelli missionario in Cina

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La montagna reggiana avrà un parroco all’onore degli altari. Quello che una ventina d’anni or sono sembrava soltanto un punto interrogativo, riguardante il saveriano padre Pietro Uccelli, nato a Barco di Bibbiano il 10 marzo 1874 e morto a Vicenza il 29 ottobre 1954, è oggi una certezza quasi piena. La Santa Sede aveva autorizzato l’avvio della causa di beatificazione il 30 giugno 1997. Subito si era aperta a Vicenza la prima fase con il processo diocesano conclusosi positivamente il 19 marzo 2001. Il processo riprendeva quindi a Roma presso la Congregazione delle Cause dei Santi con l’intervento finale dell’apposito Congresso dei Teologi, il quale, riunitosi il 14 settembre 2017, aveva definito positivamente che padre Uccelli aveva vissuto in forma eroica le virtù teologali e cardinali, dando prova di santità di vita. In seguito a questo parere, il 19 maggio scorso papa Francesco ha autorizzato il prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il cardinale Angelo Amato, a promulgare il decreto riguardante le virtù eroiche del Servo di Dio Pietro Uccelli.
Ora, si è soltanto in attesa di un miracolo, dimostrato con prove scientifiche (tanti sono già i fatti straordinari attribuiti alla sua intercessione), per procedere alla beatificazione. Il titolo spettante a padre Uccelli è quello di “venerabile”.

La formazione sacerdotale di padre Uccelli si è svolta tutta nella nostra Diocesi; anzi, tutta nel seminario di Marola che, fino al 1909, aveva anche i corsi filosofici e teologici. Retto dal rettore don Giacomo Romei, il seminario aveva espresso in quegli ultimi decenni del secolo XIX figure sacerdotali e laicali di tutto spicco, come il canonico Francesco Poletti, don Alfonso Ferretti, don Valerio Capanni, i tre fratelli Mercati (don Giovanni, don Angelo, Giuseppe Silvio), il servo di Dio don Giuseppe Reverberi e altri.

Originario di Barco, di famiglia molto povera, padre Uccelli aveva frequentato il seminario di Marola come esterno dal 1887 al 1893, come interno fino al 1898, un anno dopo l’ordinazione che veniva conferita all’inizio del quarto anno di teologia. Dalle poche pagelle ritrovate non pare che eccellesse nello studio. Dimostrò invece, e subito, una forte propensione per l’apostolato diretto, senza riserve, senza risparmio di energie.

Continua a leggere tutto l’articolo di Giuseppe Giovanelli su La Libertà del 13 giugno

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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