«La speranza che non muore»: un lustro come vescovo emerito

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Le parole di Caprioli a Marola nel ricordo del 20° di episcopato

 

Pubblichiamo il testo integrale dell’intervento che il vescovo emerito monsignor Adriano Caprioli ha tenuto al termine della mattinata di lunedì 4 giugno a Marola, promossa dalla Congregazione Presbiterale di Felina in omaggio al 20° anniversario di episcopato. Si veda anche alle pagine 12 e 13. Le foto dell’evento, tutte sfogliabili online sul nostro sito internet www.laliberta.info, sono di Giuseppe Maria Codazzi.

Dopo aver ascoltato con voi voci sui XX anni di episcopato – voci diverse e amiche, di cui ringrazio – mi corre l’obbligo di completare il percorso parlando dei miei 5 anni come vescovo emerito. Il Card. C.M. Martini, che mi ha ordinato vescovo per voi, in un suo bel libro sulle età della sua vita scrive: “Un proverbio indiano parla di 4 stadi della vita dell’uomo: il 1° è quello nel quale si impara; il 2° quello nel quale si insegna e si servono gli altri su ciò che si è imparato; il 3° quello del silenzio, della riflessione e del ripensamento, e poi il 4°, il tempo in cui si impara a mendicare, lo stadio del dipendere dagli altri, quello che non vorremmo mai, ma che viene e al quale dobbiamo prepararci” (Le età della vita, Mondadori 2010). A questo quarto tempo dell’età della mia vita vorrei dare questo tema al mio intervento: “La speranza che non muore e le sue figure”.

Continua a leggere tutto l’articolo di Adriano Caprioli vescovo emerito su La Libertà del 13 giugno

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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