Ricercatori in sanità: una realtà che va riconosciuta

Stampa articolo Stampa articolo

L’Associazione Ricercatori in Sanità – Italia (ARSI) lancia un appello al nuovo Ministro della Salute, l’on. Giulia Grillo, per il rilancio degli investimenti nella ricerca sanitaria pubblica e delle politiche di stabilizzazione

Il 7 giugno è una data importante per ARSI, segna un anno dalla costituzione dell’associazione nata per promuovere migliori condizioni di lavoro per i ricercatori precari operanti negli IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura di Carattere Scientifico).

Promuovere migliori condizioni lavorative per i ricercatori significa aumentare la qualità della ricerca stessa accrescendone la sua vocazione traslazionale per garantire importanti avanzamenti e migliorie all’offerta di cura per i pazienti del Servizio Sanitario Nazionale.

Ciò si traduce in finanziamenti e riconoscimenti professionali che garantiscano stabilità del lavoro dei ricercatori e valorizzazione delle loro professionalità.

Tali condizioni però vengono disattese da troppo tempo: gli oltre tremila ricercatori in forza agli IRCCS pubblici stanno lavorando per migliorare la salute pubblica dei cittadini Italiani in un quadro di precarietà contrattuale e di retribuzioni non adeguate. Si tratta di lavoratori inquadrati da anni (anche fino a 20) con contratti CoCoCo, borse di studio oppure libero-professionali.

In questo primo anno di vita, attraverso flash mob, banchetti informativi e comunicati stampa, ARSI ha più volte manifestato le ragioni alla base del necessario cambio di rotta  delle condizioni contrattuali dei ricercatori da attuarsi in pieno accordo con i sindacati che li rappresentano e con i Ministeri coinvolti, primo fra tutti il Ministero della Salute a cui gli IRCCS fanno riferimento.

É stato un anno difficile ed importante: a Dicembre nella Legge di Bilancio è stato approvato un emendamento che ha lo scopo di costruire  un percorso di riconoscimento professionale all’interno degli IRCCS pubblici per il personale della ricerca. Pur non trattandosi di una “vera” stabilizzazione e non tenendo conto della problematica del riconoscimento effettivo dell’ esperienza acquisita indipendentemente dalla tipologia contrattuale, questo nuovo percorso ha il merito di far uscire dall’ombra il personale atipico che lavora negli IRCCS pubblici, dando un contributo fondamentale alla ricerca sanitaria italiana, e di porre le basi per costruire un percorso per i giovani che si avvicinano alla professione del ricercatore in sanità.

Vorremmo però provare a considerare questo percorso come un punto di partenza e non di arrivo. «Quando il nuovo sistema proposto entrerà in funzione, dovremo ancora lavorare per raggiungere la giusta collocazione e il riconoscimento effettivo – dichiara il Presidente ARSI Caporali – L’indipendenza del ricercatore, la valorizzazione della sua esperienza, la meritocrazia, la pari dignità dell’attività di ricerca rispetto  all’attività assistenziale: tutti questi temi, in larga misura presenti nella Carta Europea del Ricercatore, vanno resi concreti e perseguiti con serietà”. “Questo significa anche dare un futuro alla ricerca sanitaria permettendo ai giovani di iniziare un percorso con la prospettiva di diventare parte integrante del sistema sanitario nazionale”.

«Più investimenti per la ricerca in sanità e il rilancio delle politiche di stabilizzazione del personale precario della ricerca»: questo è quindi l’auspicio e l’invito che l’Associazione ARSI rivolge al nuovo Ministro della Salute Giulia Grillo. «Tutto il personale della ricerca sanitaria augura buon lavoro al Ministro Grillo. Siamo sicuri che con l’apertura che c’è stata finora nel considerare il punto di vista di coloro che questa professione la svolgono e questa condizione la vivono, e continuando a  lavorare  insieme, questo aspetto fondamentale della Sanità pubblica verrà affrontato con il giusto valore », conclude Caporali.

Per saperne di più:

GLI IRCCS

Gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) sono ospedali di eccellenza che perseguono finalità di ricerca, prevalentemente clinica e traslazionale, nel campo biomedico ed in quello della organizzazione e gestione dei servizi sanitari. La ricerca viene finalizzata all’interesse della salute  pubblica, con una diretta ricaduta sull’assistenza del malato.

Gli IRCCS sono in totale 49, di cui 20 di diritto pubblico e 29 di diritto privato.

ARSI è un’associazione culturale senza fini di lucro, nata il 7 giugno 2017 a Bologna, con lo scopo di sostenere iniziative atte a favorire la promozione della cultura, della libertà di ricerca scientifica e della circolazione delle idee nell’ambito della Ricerca in Sanità.

Nasce dal coordinamento nazionale dei precari che lavorano nei 20 IRCCS pubblici italiani.

L’Associazione promuove l’elaborazione di percorsi di carriera professionale attraverso il riconoscimento della professionalità dei lavoratori della ricerca (intesi sia come ricercatori sia come personale di supporto alla ricerca), favorendo stabilità, continuità, riconoscimenti economici adeguati e una razionalizzazione dell’impiego con finanziamenti.

Sito web: https://associazionearsi.wordpress.com/

Pagina Facebook: https://it-it.facebook.com/RicercatoriARSI/

Twitter :https://twitter.com/ricercatoriarsi

Pubblicato in Articoli, Associazioni

Lascia un commento