Socializzazione…

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C’ è un gruppo di ragazzi davanti alla Biblioteca. È evidente che si tratta di un gruppo di amici che si sono dati appuntamento. In un momento in cui impazza la mania di “chattare” su internet con amici virtuali spesso mai visti né conosciuti fisicamente, constatare che c’è ancora qualcuno che trova il tempo per stare insieme, fa piacere: il fatto poi che il luogo scelto sia una biblioteca, amplifica la piacevole sensazione di constatare che l’uomo sa essere non solo un animale fondamentalmente sociale, ma anche un animale curioso di sapere.

Osservo però che hanno tutti il telefonino in funzione, e che sono tutti impegnati ad amoreggiare con questo oggetto, passione e culto dei nostri giorni, dimentichi di quello che succede intorno. C’è uno che parla dentro il telefonino a voce alta, quasi urlando, probabilmente per essere certo di essere udito, anche se non si capisce bene se dall’interlocutore o dai presenti. Un altro che parla invece con voce sommessa, con la mano davanti alla bocca, quasi vergognandosi: forse sta parlando con la mamma e non lo vuol far sapere agli altri perché la cosa, all’interno del gruppo, potrebbe causargli una perdita di immagine.

Un altro ancora che parla gesticolando, per darsi importanza e per arricchire con vigore le proprie argomentazioni dimenticandosi che è perfettamente inutile farlo visto che l’altro non è lì, e un altro invece che parla con aria annoiata per dimostrare ai presenti che non ci può far niente se lo chiamano in continuazione.
Due ragazze, a poca distanza una dall’altra, parlano anche loro al telefono e sembra quasi che parlino fra di loro: sembra quasi che parlino fra di loro… sembra!

Leggi tutto l’articolo di Franco Zanichelli su La Libertà del 30 maggio

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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