Alpini in onore di don Gnocchi

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Il gruppo Alpini di Montecchio ha costruito, nell’anno 2016, un monumento al beato don Gnocchi che fu cappellano degli alpini in Albania e in Russia nella rotonda sulla provinciale che da Montecchio porta a Bibbiano (foto).
La dedica a don Carlo Gnocchi di un luogo pubblico di grande visibilità e frequentazione quotidiana, quale una rotatoria viabilistica, rappresenta un modo forse inusuale ma suggestivo di memoria e trasmissione di valori.
Di umilissime origini, dopo anni di servizio nelle parrocchie milanesi, partì volontario per la seconda guerra mondiale, unendosi ai battaglioni alpini prima nel fronte balcanico e poi in quello russo.

Ed è proprio qui che incrociò il destino del nostro concittadino Luigi Reverberi, medaglia d’oro al valor militare, l’eroico generale al comando della Tridentina che salvò i nostri soldati nella spaventosa battaglia ucraina di Nikolaevka. Don Carlo Gnocchi era al suo fianco, in veste di cappellano. Nei ricordi dei sopravvissuti le due figure sono quasi indissolubili: due ancore cui aggrapparsi nel gelo della steppa, per migliaia di uomini alla mercè della follia umana.
Alla fine del conflitto, segnato dalle esperienze vissute, don Gnocchi dedicò il resto della propria vita all’assistenza ai mutilati e soprattutto agli orfani di guerra, aprendo centri di rieducazione nell’intero Paese.

Leggi tutto l’articolo di Enzo Fontana su La Libertà del 30 maggio

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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