AC Terza Età: pellegrini a Mantova e alle Grazie

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Il pellegrinaggio al Santuario della Beata Vergine delle Grazie con visita alla città di Mantova e giro in battello ha trovato all’appuntamento del 22 maggio (festa di santa Rita) il gruppo di fedelissimi del movimento Terza Età di Azione Cattolica e soprattutto la guida storica monsignor Gianfranco Gazzotti.
La riflessione durante le lodi mattutine ha invitato a continuare a vivere nella gioia maturata nel tempo pasquale, giunto a compimento con la Pentecoste, perché in questi 50 giorni si è rinnovata la nostra fede con la certezza che Cristo è veramente risorto.
Egli stesso ci ha detto: “La mia gioia sia in voi e sia piena”.
Sotto una pioggia battente si è rivelata ai nostri occhi la facciata del santuario di Santa Maria delle Grazie col suo provvidenziale portico pronto a ripararci, costruito davanti all’austera facciata originale con pinnacoli e strette finestre ad arco acuto. Davanti si apre l’ampio sagrato che, nella solennità dell’Assunta il 15 agosto, i “Madonnari” trasformano con i loro dipinti a soggetto sacro in un fantasmagorico tappeto.

Il santuario sorge a 7 chilometri da Mantova sulle rive del Mincio. Su di un pilone con un’immagine di Maria con Gesù (chiamata anche Madonna della Tenerezza per l’atteggiamento affettuoso fra Madre e Figlio) si costruì una chiesetta che i mantovani trasformarono in un grandioso santuario per un voto fatto alla Vergine in occasione della peste. La costruzione fu effettuata dal 1399 al 1406.
Verso la metà del ’400 le vele delle volte sono state decorate in modo molto insolito; impressionano per una traboccante ricchezza in statue polimateriche che rappresentano ex voto e personaggi celebri che sono passati dal santuario, da imperatori a papi, l’ultimo dei quali è stato san Giovanni Paolo II.
Un coccodrillo, simbolo del demonio vinto da Maria, campeggia incatenato sotto la prima volta.

Leggi tutto l’articolo di Raul Siligardi su La Libertà del 30 maggio

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