Primavera nuova di… “zecca”

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Come l’autunnale apertura delle scuole viene “salutata” da intermittenti infestazioni di pidocchi, così l’arrivo della Primavera è sancito dal risveglio di pulci e zecche che, dalla fase invernale di larva, pupa o ninfa, dopo un bel pasto di sangue sul malcapitato ospite, evolvono in parassiti adulti.

Parafrasando un detto contadino: ogni stagione ha i suoi parassiti.

Il clima umido e piovoso di questa Primavera capricciosa ha fatto la sua parte: l’erba rigogliosa e ben idratata si è trasformata in un “Campo dei Miracoli” e, sempre per dirla alla Collodi, i nostri cani e gatti in un vero Paese dei Balocchi!

Le zecche sono parassiti ematofagi obbligati, cioè per passare attraverso i vari stadi evolutivi (uovo-larva-ninfa-adulto) necessitano di un pasto di sangue (umano o animale). Le regioni a pelle sottile sono quelle privilegiate: zona giugulare, incavo ascellare, inguine, padiglione auricolare. Le uova vengono deposte in una massa unica, diverse centinaia alla volta, e per sopravvivere hanno bisogno di umidità (50-70%). Al di sotto di una certa temperatura vivono parecchi mesi o anche anni. In condizioni climatiche favorevoli le uova si schiudono, dando origine alle larve che cominciano il loro percorso evolutivo parassitando un ospite.

Le zecche possono essere veicoli di diverse malattie (con manifestazioni cliniche che vanno da semplice debilitazione, febbre, anemia, fino a gravi sintomi neurologici). Per trasmettere i germi patogeni devono portare a termine un pasto completo, che dura in media un paio di giorni.

Fondamentali quindi le misure di protezione, scegliendo fra i numerosi prodotti disponibili in commercio: spray, collari, pipette “spot-on”, compresse o tavolette masticabili. Alcuni prodotti contengono “permetrine”, repellenti per gli insetti ematofagi (il cosiddetto “effetto Autan”): proteggeranno i nostri pelosi da zanzare (veicoli di Filariosi cardio-polmonare) e dai Pappataci (potenziali vettori di Leishmaniosi, una grave malattia organica che deprime il sistema immunitario e può interessare anche l’uomo). Queste molecole sono tassativamente vietate nei gatti perché molto tossiche!

Le passeggiate primaverili con i nostri cani rischiano dunque di diventare più affollate del previsto… a farci compagnia uno stuolo di piccoli “Dracula”.

Se malauguratamente una zecca decide di banchettare su di noi o sul nostro cane, possiamo staccarla con una pinzetta (quelle da sopracciglia vanno benone) tamponando prima con un batuffolo imbevuto di alcool per toglierle ossigeno; facciamo attenzione a non ruotare per non romperla (lasciando il suo apparato buccale conficcato nella pelle). La zecca rimossa non va schiacciata, perché potrebbe liberare nell’ambiente centinaia di uova pronte a ricominciare un nuovo ciclo vitale; meglio immergerla in alcool o bruciarla.

Per la guerra contro i parassiti le armi da impugnare sono davvero tante: scegliamo quelle a noi più congeniali… l’importante è non privarsi del piacere di una bella passeggiata all’aria aperta… naturalmente con Fido al seguito!

Per commentare la rubrica scrivi a valeria.manfredini@laliberta.info

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