Addio Rebecca: ora gioca nel Campionato dei Cieli

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Rugbista morta 18 anni. La fede dei familiari

Vasto cordoglio ha destato la morte della diciottenne Rebecca Braglia, della comunità cristiana di San Giacomo a Reggio. Il Vescovo si è subito stretto intorno ai familiari per portare sostegno e consolazione. In attesa dei funerali, un Rosario è stato recitato – per iniziativa dell’unità pastorale “Santi Crisanto e Daria” – all’Istituto San Vincenzo de’ Paoli, la scuola frequentata dalla giovane prima di passare al Liceo “Moro” di Reggio.

Il cuore di Rebecca Braglia, 18 anni, ha smesso di battere il pomeriggio di mercoledì 2 maggio. Era stata ricoverata la domenica precedente all’ospedale “Maurizio Bufalini” di Cesena, dopo un grave infortunio subìto durante una partita di rugby a Ravenna. Rebecca frequentava la classe quarta del Liceo “Moro” di Reggio e coltivava una grande passione per la palla ovale. Aveva iniziato con il Rubgy Reggio, per passare poi nella squadra under 16 del Colorno, ed infine era approdata, a settembre dell’anno scorso, all’Amatori Parma. Domenica 29 aprile era in campo a giocare una partita valida per la Coppa Italia femminile a sette contro la squadra di casa. Il campo è più piccolo rispetto a quello delle normali partite, i contrasti sono meno rudi e meno frequenti, si gioca per la gioia di farlo, per la passione, e la rabbia agonistica lascia sempre il posto al fair play.

Il ruolo di Rebecca è l’estremo, quel giocatore di difesa che deve placcare l’avversario lanciato verso la meta, ed è proprio questo che lei faceva; lo ha fatto centinaia e centinaia di volte in tante partite giocate. Così anche stavolta placca la sua avversaria e cadono insieme. Rebecca batte forte il capo a terra e in un sussurro riesce a dire: “Mi fa male la testa…”.
Dopo, più niente. Il medico, a bordo campo per regolamento, arriva immediatamente, poi l’elicottero, l’ambulanza, la sala operatoria e tre giorni di coma con le preghiere di tanti invocate dal padre, Giuliano… ma tutto finisce con il cuore di Rebecca che smette di battere e con un messaggio su Facebook del papà: “Rebecca era una rugbista e ringrazia tutti i rugbisti, ora gioca nel Campionato dei Cieli, voi dovete continuare quello terreno”.

Continua a leggere l’articolo di Giuseppe Maria Codazzi su La Libertà del 9 maggio

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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