Un’immagine materna e un miracolo materno

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Marchino, sordomuto e orfano, adottato da mamma Caterina, fu risanato dalla Beata Vergine della Ghiara il 29 aprile 1596

Locandina

Poiché quest’anno il 29 aprile si celebra la V domenica di Pasqua, la solennità della Beata Vergine della Ghiara, fissata nell’anniversario del primo miracolo, viene posticipata a lunedì 30 aprile. Questo però non ci fa dimenticare che la guarigione del giovane sordomuto Marchino è avvenuta nel segno della Madre celeste e della madre terrena.

è veramente una storia commovente, fatta di tenerezza materna, come testimoniano i documenti dell’epoca. è lo stesso Marchino che, di fronte al domenicano fra Agapito Cortereggio da Bergamo e Inquisitore di Parma, il 30 maggio 1596 afferma: “Io ho nome Marchino, non so il mio cognome; mio padre e mia madre sono morti che ero un putello che tettavo ed il Ciano beccaro e Catellina sua moglie mi hanno tolto per filiolo”.
Dopo un’infanzia infelice come guardiano del bestiame alle dipendenze di alcuni signori della montagna reggiana, ci furono i coniugi Sebastiano e Caterina, detti il Ciano e la Ciana, che lo accolsero nella loro casa a Reggio e lo tenevano con loro anche nell’attività quando macellavano le bestie presso San Prospero. Pertanto tutti conoscevano la condizione di Marchino, sordomuto e con appena un moncherino di lingua.

Erano ormai quattro anni che Marchino, ragazzo di circa 15 anni, stava con i genitori adottivi, quando mamma Caterina volle portarlo in pellegrinaggio alla Madonna di Loreto. Partirono il 15 aprile, lunedì di Pasqua, in comitiva con altre persone. Nel viaggio di ritorno si fermarono alla Madonna del Piratello, santuario di Imola, dove Marchino sentì che stava per avvenire qualcosa di straordinario nella sua bocca. Giunsero a Reggio giovedì 25 aprile, festa di san Marco evangelista, giorno onomastico del ragazzo. Avendo sentito parlare di alcune guarigioni avvenute davanti alla Madonna del Canton’ dei Servi, l’attuale Madonna della Ghiara (nome della contrada), la sera stessa del ritorno da Loreto mamma Caterina si fermò con Marchino a pregare davanti all’Immagine affrescata sul muro che, partendo dall’abside della chiesa, chiudeva l’orto dei Servi. Mamma e figlio vi tornarono insieme nei giorni seguenti. Nelle prime ore del 29 aprile, quando Marchino, dopo aver accompagnato a casa mamma Caterina, tornò a pregare davanti all’Immagine, avvenne lo straordinario miracolo che diede udito e parola al ragazzo che per tre volte esclamò: O’ Jesu Maria! Marchino ha affermato: “Fu la Madonna che mi mise sulla bocca quelle parole, et tutto allegro me ne andai a casa”.

Continua a leggere tutto l’articolo di padre Anacleto Maria Tommasi su La Libertà del 25 aprile

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