Fondazione Emiliano-Romagnola per le vittime di reato

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L’Unione Val d’Enza la prima ad aderire alla chiamata

La Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati dà un aiuto concreto a coloro che subiscono atti efferati, violenze, soprusi o ai familiari per le necessità immediate, sia di natura economica che psicologica, garantendo le spese di cura e sostegno. L’intervento avviene in tempi rapidi a seguito della richiesta dei sindaci dell’Emilia-Romagna relativa ai singoli casi sui quali i primi cittadini chiedono l’intervento della Fondazione stessa. Il Comitato dei garanti, presieduto dal noto scrittore Carlo Lucarelli, esamina di volta in volta le necessità delle vittime e dei loro congiunti per intervenire in modo mirato: sostegni per la quotidianità, per lo studio dei bambini, spese di psicoterapia, contributi per l’affitto della casa e per sistemarsi in un’altra città sono voci ricorrenti nelle decisioni.

Si tratta di un progetto unico in Italia, che vede tra i soci la Regione, i 10 Comuni capoluogo, Imola e Sassuolo (Mo) e tre Unioni: Val d’Enza (otto Comuni, la prima Unione di Comuni ad aderire al progetto), Pedemontana Parmense (cinque Comuni) e, ultima in ordine di tempo, la modenese Unione Terre d’argine (quattro Comuni). Ma anche cittadini, associazioni e singole realtà possono dare una mano sostenendo la Fondazione con donazioni di qualsiasi entità.

L’attività della Fondazione è stata raccontata ieri a Bologna, nella Sala “20 maggio 2012” della Terza Torre della Regione Emilia-Romagna, dal suo presidente, Carlo Lucarelli, scrittore, giornalista e autore televisivo: una narrazione basata su un copione scritto da lui direttamente, con le testimonianze video di alcune vittime di reato fra le tante sostenute in questi anni, di scrittori, tra cui Simona Vinci, e amministratori locali: Virginio Merola (sindaco di Bologna), Andrea Gnassi (sindaco di Rimini) e Andrea Carletti (Sindaco di Bibbiano, con delega alle Politiche sociale per l’Unione Comuni Val d’Enza).

All’incontro hanno partecipato sindaci e amministratori, rappresentanti della magistratura e delle forze dell’ordine, tecnici e operatori, esperti e studiosi di diritto e politiche sociali e associazioni, cittadini, per condividere e rafforzare l’impegno a supporto dell’attività della Fondazione. L’incontro è stato preceduto da interviste in cui il Presidente uscente dell’Unione Val d’Enza, Paolo Colli, ha testimoniato l’importanza di questo organismo nel sostenere ed integrare le attività dei Servizi sociali, quando occorre aiutare le persone in uscita da percorsi di violenza a ricostruire un progetto di vita.

L’Unione Comuni Val d’Enza, fin dalla sua costituzione in prima linea nella difesa dei minori vittime di maltrattamento ed abuso, ha da tempo investito – in collaborazione con l’AUSL – in una rete di servizi tempestivi e qualificati per soccorrere i bambini e aiutarli a ricostruire  un nuovo progetto di vita, a guarire dalle ferite e a coltivare la speranza nel futuro: un servizio sociale qualificato, un luogo specializzato per la psicoterapia e la cura del trauma, la tutela legale. Fin dall’inizio ha potuto contare, per alcuni progetti individuali particolarmente complessi, sulla collaborazione e il sostegno, anche economico, della Fondazione. Ha pertanto voluto aderire – prima in ordine di tempo fra le Unioni,  alla Fondazione Emiliano-Romagnola, di cui oggi è socia e al cui bilancio concorre con specifiche risorse.

 

Pubblicato in Archivio, Società & Cultura

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