Un punto vendita fa impresa, lavoro e comunità

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È nell’Appennino reggiano uno dei casi considerati emblematici, a livello nazionale, di servizio alle comunità interne e di successo imprenditoriale in mercati definiti fragili.

Proprio le esperienze dei punti vendita Sigma di Fiorenzo Busanelli, collocato a Castelnovo ne’ Monti e a Villa Minozzo sono state scelte come caso di studio e di ascolto nell’ambito del convegno nazionale promosso dalle Università di Trieste e Padova, dalla Fondazione Banca culturale Finanza Etica, da Banca Popolare Etica e dalla cooperativa sociale di Porto Alegre di Rovigo su “I mercati nested per le aree rurali fragili”, simbolo di quelle realtà che, in contesti svantaggiati, hanno saputo garantire servizi, creare occupazione e generare reddito.

A parlarne, a Rovigo, è stato Marco Musacchio, direttore operations di Realco-Sigma, leader di Confcooperative nel settore della distribuzione e storica cooperativa reggiana (nata nel 1962) che conta 200 soci, titolari di 215 punti vendita con oltre 2.000 dipendenti e una presenza che dal reggiano si estende a tutta la regione, ma sconfina anche in Liguria, Toscana, Veneto e Lombardia.

Diverse le ragioni individuate dagli studiosi per parlare di esperienza virtuosa di legame fra territori fragili, imprenditoria e servizi.

“In aree come queste – spiega Musacchio – occorre partire dal presupposto che non esiste il “consumatore” generico, termine che individua l’acquirente, ma esiste, innanzitutto, il cittadino e la comunità, dando immediata priorità all’aspetto relazionale”. “È proprio da qui e dalla conoscenza del territorio – prosegue Musacchio – che l’imprenditore parte per offrire, insieme ad una forte relazione, la gamma di prodotti e gli stessi servizi cui è possibile accedere nelle realtà urbane, muovendosi come se non si trattasse affatto di mercati di nicchia o annidati, fragili o residuali”. –

“È un modo per dare dignità al territorio e alle persone – sottolinea il dirigente Realco-Sigma – che si traduce in tante altre scelte che riguardano, ad esempio, gli aspetti architettonici e la tutela dell’ambiente. Le strutture di cui stiamo parlando escono, ad esempio, dai soliti format del supermercato per le città, legandosi architettonicamente ad un contesto d’alto pregio ambientale”. “A Villa Minozzo, poi, nel punto vendita si riassumono tutti i fattori “green” che un esercizio come questo può avere: luci a led, impianto fotovoltaico, attrezzature frigoriferi che funzionano a gas naturali, banchi chiusi da sportelli, impianto di recupero delle acque dai frigoriferi sia per aspetti igienico-sanitari sia per aspetti termoidraulici, camion per i rifornimenti tutti Euro6 e di piccole dimensioni, per citare i principali”.

È dunque l’insieme di questi fattori che ha portato alla ribalta i punti vendita della famiglia di Fiorenzo Busanelli; due realtà economicamente rilevanti per l’Appennino reggiano anche da un punto di vista occupazionale, con 53 dipendenti, e di successo imprenditoriale, tanto che l’esercizio di Castelnovo ne’ Monti figura nella top five dei punti vendita Realco-Sigma per volume di vendite.

“La scelta degli studiosi delle Università di Padova e Trieste – osserva Musacchio – ha certamente tenuto conto anche di questa ricaduta, perché l’assicurare servizi e il creare lavoro in aree considerate fragili o marginali assicura condizioni di vita, e non solo possibilità d’acquisto almeno pari a quelle dei grandi centri”. “Su questa linea, peraltro – conclude Musacchio – è bene che insistano anche le politiche pubbliche, velocizzando le procedure, pensando di più all’ambiente da tutelare e migliorando le infrastrutture: il resto spetta agli imprenditori, che con la loro presenza sono i primi soggetti a valorizzare il territorio”.

Pubblicato in Articoli, Associazioni

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