Accoglienza Invernale: condividere ascolto, presenza, nuove relazioni

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Messa in vescovado con operatori e volontari del progetto

È terminato il progetto di Accoglienza Invernale, coordinato dalla Caritas diocesana, che ha visto coinvolte, ancora una volta, molte comunità parrocchiali e unità pastorali che hanno messo a disposizione spazi e volontari per accompagnare l’accoglienza di persone in stato di difficoltà abitativa. Il periodo di accoglienza invernale (dal 1° dicembre al 31 marzo) si è concluso il 10 aprile scorso con la celebrazione dell’Eucarestia presieduta dal nostro vescovo Massimo Camisasca, insieme al vicario episcopale per la carità e le missioni don Romano Zanni, al vicario urbano e parroco di San Pellegrino don Giuseppe Dossetti, con i diaconi, gli operatori e i volontari Caritas.
La proposta invernale ha un aspetto fondamentale che è quello di animare e formare all’accoglienza le comunità parrocchiali e le famiglie della nostra diocesi nella prevalente funzione pedagogica. Tutto ciò, attraverso l’incontro con l’altro, l’ascolto, la tessitura di relazioni, testimoniando ed accompagnando attraverso progetti individualizzati nella corresponsabilità della persona accolta lavorando in rete e coinvolgendo il territorio.

La serata del 10 aprile è stata motivo di condivisione e riflessione su quanto fatto in questi mesi invernali e si continua a fare quotidianamente in alcune comunità. La celebrazione della messa e l’incontro successivo di verifica hanno coinciso con il termine del percorso di formazione diocesano sull’accoglienza, in collaborazione con il progetto Caritas “Maria di Magdala” e dell’Ufficio diocesano Migrantes che ha visto interesse e partecipazione in tutti gli incontri fatti.
Sono 143 i letti messi a disposizione nell’implementazione invernale appena terminata, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Reggio Emilia, tra i quali 123 da parte dell’accoglienza Caritas, grazie a 18 parrocchie, all’indispensabile collaborazione con le Case di Carità e all’apertura di spazi abitativi di diverse famiglie; 16 posti letto per tutelare situazioni correlate ai problemi di dipendenze, in collaborazione con l’Associazione Papa Giovanni XXIII e l’Ausl e 4 per rispondere all’emergenza notturna e a situazioni legate al disagio psicologico relazionale.

Continua a leggere l’articolo di Valerio Corghi su La Libertà del 18 aprile

 

 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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