Guastalla: l’Archivio diocesano riapre al pubblico ogni giovedì

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Il materiale, riorganizzato, è disponibile per la consultazione

Dopo la pausa invernale, dovuta all’insufficiente riscaldamento, riapre al pubblico l’archivio diocesano di Guastalla, profondamente rinnovato e migliorato. È suddiviso in quattro sale di deposito, due delle quali adibite anche a consultazione; nelle prime due sale si conservano gli archivi delle parrocchie ex guastallesi che ci sono stati affidati in custodia (restando sempre la proprietà delle rispettive parrocchie); nella terza sala sono custoditi gli archivi diocesano e abbaziale, mentre l’archivio del seminario e il capitolare sono conservati nella quarta sala.  Stiamo raccogliendo anche una biblioteca di volumi riguardanti la storia del Guastallese

Le due sale di consultazione sono così predisposte: una con una serie di tavoli dotati di computer per poter visionare il materiale già informatizzato (documentazione anagrafica), l’altra per la consultazione del materiale cartaceo.

Dalle pareti guardano compiaciuti i ritratti degli Abati e dei Vescovi guastallesi. Per poter venire incontro alle esigenze degli utenti, data la sospensione invernale, si è pensato di tenere aperto l’archivio diocesano per tutta la giornata del giovedì, dalle ore 9 alle ore 18, con una piccola pausa-pranzo. In questo modo si spera di valorizzare e rendere consultabile la grande mole dei documenti attestanti la vita della comunità cristiana guastallese nei secoli, una realtà molto importante e interessante.

La Diocesi di Guastalla
Guastalla (“Vardistallum”) nasce, dal punto di vista religioso, come pieve della diocesi di Reggio, nominata nella Bolla di Ottone II del 980; la pieve crebbe di importanza e fu consacrata da Gregorio V (997); fu poi sede di due Concili (quello del 1095, presieduto da Urbano II per preparare la Prima Crociata e quello del 1106, presieduto da Pasquale II nel corso della lotta per le investiture); forte di questa nobile storia e spalleggiato dalla famiglia signorile locale (Torello), il pievano “fortissimamente volle” rendersi indipendente dal Vescovo di Reggio; riuscì già ad ottenere una notevole indipendenza con l’erezione di Guastalla ad “arcipretura nullius”, sancita da Sisto IV nel 1471, ma la vera svolta avvenne nel secolo seguente, quando i nuovi signori, i Gonzaga (subentrati ai Torello nel 1539), fecero costruire il tempio cittadino, che venne consacrato da san Carlo Borromeo, cognato del Conte Cesare, nel 1575.

Continua a leggere l’articolo di Augusto Gambarelli su La Libertà del 18 aprile.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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