Ecco i «santi della porta accanto»

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«Gaudete et Exsultate», nuova Esortazione apostolica del Papa

“Non aver paura” della “santità della porta accanto”. È l’imperativo che fa da sfondo alla terza Esortazione apostolica di Papa Francesco – dopo l’Evangelii Gaudium e l’Amoris Laetitia – Gaudete et Exsultate, resa pubblica il 9 aprile. I santi non sono solo quelli già beatificati e canonizzati, ma il “popolo” di Dio, cioè ognuno di noi, chiamato a vivere la santità come un itinerario fatto di “piccoli gesti” quotidiani. “Mi piace vedere la santità nel popolo di Dio paziente”, scrive il Papa: “Nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere. In questa costanza per andare avanti giorno dopo giorno vedo la santità della Chiesa militante”. È questa la “santità della porta accanto”, annota il Papa, che rende omaggio anche agli “stili femminili di santità” che hanno contribuito a riformare la Chiesa e alle “tante donne sconosciute o dimenticate” che “hanno sostenuto e trasformato famiglie e comunità con la forza della loro testimonianza”.

Gnosticismo e pelagianesimo sono i due pericoli opposti da evitare, e non sono appannaggio solo dei “razionalisti nemici della fede cristiana”, ma anche della comunità cristiana, quando si assolutizzano le proprie teorie e si riduce l’insegnamento di Gesù a “una logica fredda e dura che cerca di dominare tutto”.
“Anche qualora l’esistenza di qualcuno sia stata un disastro, anche quando lo vediamo distrutto dai vizi o dalle dipendenze, Dio è presente nella sua vita”, ammonisce Francesco denunciando la tendenza a “esercitare un controllo stretto sulla vita degli altri” e ricordando che “nella Chiesa convivono legittimamente modi diversi di interpretare molti aspetti della dottrina e della vita cristiana”. I nuovi pelagiani, invece, sono coloro che credono nella “giustificazione mediante le proprie forze”.
“Molte volte, contro l’impulso dello Spirito, la vita della Chiesa si trasforma in un pezzo da museo o in possesso di pochi”, la denuncia. Questo accade quando “alcuni gruppi cristiani danno eccessiva importanza all’osservanza di determinate norme proprie, di costumi o stili”.

Continua a leggere l’articolo di Maria Michela Nicolais su La Libertà del 18 aprile.

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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