ALMA sceglie il Parco Nazionale per i sui studenti

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Esperienze di coaching a Ligonchio

Sessanta studenti della 41esima edizione del Corso Superiore di Cucina Italiana e sei docenti di ALMA, accompagnati dal direttore generale Andrea Sinigaglia e dal direttore didattico Matteo Berti, soggiorneranno per i prossimi giorni in Appennino presso il Rifugio dell’Aquila, Centro visita del Parco Nazionale a Ligonchio, Comune di Ventasso.

Non è la prima volta che ALMA sceglie questa destinazione per svolgere team building dedicati a studenti e insegnati. Solo poche settimane fa un altro gruppo ha raggiunto Ligonchio, nonostante le avverse condizioni neve.

Esperienze sicuramente positive che vanno consolidandosi, frutto della collaborazione attiva tra ALMA e il Parco Nazionale, partners nel progetto ‘Appennino Gastronomico Menù a Km Zero’ e ‘UPVIVIUM’.

Questi stage didattici, disegnati anche con il contributo della Famiglia Sacchini, gestori del Rifugio dell’Aquila, vedono gli studenti impegnati in percorsi di scoperta del territorio e delle sue eccellenze gastronomiche. Alle attività di coaching si alternano, quindi, i laboratori pratici di panificazione e di produzione del miele, le visite alle aziende e agli allevamenti e le escursioni naturalistiche. Queste ultime, in particolare, consentono di contestualizzare le esperienze fatte e di apprezzare il valore della biodiversità e dell’uso sostenibile delle risorse, come viene mostrato all’interno dell’Atelier Di Onda in Onda, realizzato dal Parco Nazionale e sito nella Centrale idroelettrica di Ligonchio.

 

 “La collaborazione con ALMA – spiega Silvia Sacchini – è iniziata già durante lo scorso anno accademico, quando la Scuola ha scelto il Parco Nazionale e la nostra struttura come sede idonea a svolgere momenti di approfondimento motivazionale. Il nostro contributo è quello di supportare gli studenti lungo un percorso di consapevolezza rivolto sia a loro stessi, sia all’assunzione di conoscenze pratiche. Ad ogni gruppo proponiamo la ricerca e la scoperta delle materie prime e dei veri e propri percorsi esperienziali. Inoltre, poiché sia io che mio padre siamo chef LILT cioè abilitati dalla Lega italiana lotta ai tumori e dalla ASL di Reggio Emilia, ai ragazzi facciamo svolgere un laboratorio sulla consapevolezza alimentare incentrato, in particolare, sull’uso di materie prime sane e di qualità; come per esempio le farine poco raffinate utilizzate nella panificazione tradizionale e ottimo esempio di biodiversità”.

Pubblicato in Articoli, Associazioni

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