Habibe: “Ho incontrato Dio nella Casa della Carità”

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Habibe Imeraj, accolta nella Casa della Carità “Madonna della Ghiara” a fianco della chiesa di San Giuseppe, a Reggio, fa parte del gruppo dei 25 catecumeni che la Notte di Pasqua riceveranno il battesimo. Sul settimanale diocesano racconta la sua storia e l’inizio del suo cammino di scoperta di Cristo. Questa testimonianza è stata scritta quando Habibe ancora viveva lì. Da alcuni mesi, dopo oltre un anno trascorso nella Casa della Carità, Habibe e il figlio Nikola hanno trovato un altro alloggio.

“Sono venuta in Italia dall’Albania, principalmente per la salute di mio figlio Nikola. Notavo delle differenze tra lui e gli altri bambini e sapevo che in Italia avrebbe avuto più probabilità di essere aiutato. Avevo sentito molto parlare dell’Italia, del suo servizio sanitario. Mi sembrava anche che in Italia ci fosse più rispetto per i diritti delle persone.
Nelle Case della Carità sono arrivata per caso. Una mia amica, che mi ospitava, mi ha parlato della Casa della Carità di Cavriago e io sono andata là per spiegare la mia situazione. Mi hanno dato da mangiare ma lì per lì mi sembrava che non avessero capito che avevo bisogno anche di altro. Invece ho poi saputo che la suora si era messa in contatto col Centro di Ascolto della Caritas.
Nello stesso tempo anch’io sono arrivata alla Caritas per altre strade, conoscenze, sentito dire. Non sapevo cos’erano queste cose, questi posti, questi servizi. Ci provavo, non conoscevo nessuno, seguivo dei segni, delle tracce, mi affidavo al caso e mi fidavo di chi incontravo”…

Continua a leggere l’articolo su “La Libertà”. LA VERSIONE INTEGRALE È SUL NUMERO DEL 28 MARZO 2018 A PAGINA 13.

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