Arsenico e vecchi merletti

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Ricordate questa divertente commedia anni ’40? Mortimer, severo critico teatrale, deve vedersela con la sua famiglia di pazzi assassini: le due vecchie zie zitelle uccidono i loro coinquilini con un vino di sambuco corretto con arsenico. Alla domanda di Mortimer sul perché correggessero il vino con l’arsenico le due zie rispondono che “il thé non copre bene il sapore!”

Nel caso delle esche avvelenate destinate agli animali è molo facile coprire il sapore del tossico, e il fenomeno è purtroppo a tutti reso noto dai fatti di cronaca.

In città gli episodi sono spesso legati a dimensioni di microconflittualità: il gatto che sporca nel condominio, il cane lasciato libero nel cortile o nei giardini pubblici, il cane che abbaia con insistenza. Oltre che per dissidi condominiali si avvelena per arginare il randagismo, per ridurre le colonie feline, per seminare terrore nelle zone di caccia.

Le esche hanno un profumo accattivante e si possono presentare nelle forme più svariate: uova, salsicciotti, polpette di carne, carcasse di piccoli volatili imbottite di veleno. Molto diffusi altri metodi come spugne fritte o intrise di sostanze appetibili, o bocconi pieni di spilli o frammenti di vetro.

I veleni più utilizzati nella preparazione delle esche sono: stricnina, metaldeide, diserbanti e veleni per topi.

La velocità di azione e la gravità della situazione dipendono dal tipo di tossico, dalla dose assunta in rapporto alla mole dell’animale e dal tempo trascorso.

I sintomi possono variare dalla sindrome neurologica a problemi gastroenterici, emorragie in vari distretti dell’organismo o insufficienze d’organo, soprattutto reni  e fegato.

Se si sospetta che il proprio animale sia stato avvelenato, contattare il veterinario più vicino, allertando la clinica del nostro arrivo. Il veterinario, in caso di estrema necessità, può consigliare di indurre il vomito con metodo casalingo: acqua calda abbondantemente salata oppure acqua ossigenata a 10 volumi (quella che si usa per la medicazione di ferite) in ragione di 1 ml per Kg di peso corporeo. È sconsigliato l’uso del latte, perché potrebbe favorire l’assorbimento del veleno.

Molto utile, quando possibile, portare al veterinario un campione del boccone (o l’etichetta di un prodotto tossico che l’animale ha ingerito accidentalmente). Attenzione anche in casa ai vari prodotti per detersione, antigelo, antiparassitari e alcuni tipi di  piante come oleandro, giglio, azalea, stella di natale (i cuccioli in particolare sono molto curiosi!).

È importantissimo denunciare i casi di avvelenamento doloso alle autorità competenti (qualsiasi organo di Polizia Giudiziaria come Polizia Municipale o Carabinieri) per le indagini del caso, l’informazione, la bonifica dell’area e la tabellazione della stessa.

Per prevenire non perdere mai di vista cani e gatti. In città, nei parchi per cani, nei giardini o nelle aree condominiali utilizziamo una museruola se sappiamo che il nostro cane ingerisce tutto ciò che trova; con l’aiuto di un educatore cinofilo si può abituarlo a non raccogliere cibo da terra.

La legge parla chiaro: avvelenare un animale, selvatico o domestico, è un reato previsto dal codice penale!

E anche se le zie di Mortimer ci hanno fatto molto ridere… col veleno non si scherza!!!

 

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