L’espansione dell’Islam

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L’ 8 giugno 632 moriva il Profeta Maometto nella città di Medina, dove è tumulato e venerato anche da molti di quei credenti che si recano al prescritto pellegrinaggio alla Mecca. Durante le sue azioni militari, di predicazione religiosa, di autorità civile indiscussa, si circondò di Compagni, che per primi ne accolsero il messaggio e la fede musulmana.
A questi trasmise non solo le Sure del Corano, ma anche i suoi Detti (Hadith), insegnamenti e prescrizioni per la vita religiosa e civile.
Mentre Abramo, Mosè, Davide, Salomone e gli altri Profeti dell’Antico Testamento udirono la voce di Dio direttamente, il Profeta Maometto avrebbe ricevuto la rivelazione da Allah tramite l’Arcangelo Gabriele. Quindi il Corano è “parola increata ma discesa da Allah”, mentre i Detti provengono esclusivamente dal Profeta.

Alla sua morte, l’uomo che gli era stato più vicino, abitando nella sua stessa casa, era Alì, che aveva preso in sposa sua figlia Fatima ed era anche un suo cugino, quindi della stessa tribù coreishita.
Invece avvenne quello che oggi chiameremmo “un colpo di mano”. Abu-Bakr era la personalità più in vista della Mecca, suocero del Profeta, al quale aveva dato in sposa la figlia adolescente Aisha.

Abu-Bakr si proclamò Califfo (Kalifà = Successore) della Mecca. Seguirono trattative, che oggi chiameremmo “politiche”, fra due correnti: una voleva scegliere i successori del Profeta fra uomini della sua stessa tribù ed un’altra pretendeva un’elezione fra altre personalità influenti nella fede. Anche in quell’occasione prevalse un “compromesso”.
Omar divenne Califfo di El-Qods (Gerusalemme); Uthman divenne Califfo di Damasco che, anche in quel tempo, era una città antichissima e prestigiosa; Alì fu “dirottato” come Califfo nella città mesopotamica di Kufa, che in quel tempo si trovava geograficamente al margine del nascente “stato islamico”, la cui capitale era Medina. Alì, la sua famiglia ed i suoi seguaci si sentirono, in qualche modo, “usurpati” di quello che era da loro ritenuto un “diritto di successione naturale”. Da questo derivò la Scia (Divisione), che perdura tuttora, dal ramo considerato la Sunna (Tradizione).

Consideriamo ora l’espansione geopolitica e religiosa dal nucleo musulmano iniziale, che aveva i suoi due capisaldi nelle città di Mecca e Medina.
L’espansione della religione in tutta la penisola arabica, dopo l’entrata trionfale del Profeta alla Mecca nel gennaio 630, ebbe luogo senza particolari difficoltà.
All’estremità meridionale esisteva il Regno dei Sabei, dove una volta il Profeta trovò protezione dalla persecuzione dei meccani ancora idolatri ed era quindi rispettato dal nascente Islam. La situazione della Palestina, della Siria e del Libano invece era totalmente diversa. Dopo la morte e la resurrezione di Gesù, nei 600 anni precedenti la nascita dell’Islam, il Cristianesimo vi si era diffuso. Erano sorti stupendi luoghi di culto, santuari, monasteri e comunità religiose consistenti. Turchia, Libano, Siria e Palestina divennero province dell’Impero Romano d’Oriente, fino al 637.

Continua a leggere l’articolo completo di Alfredo su La Libertà del 21 marzo

 

 

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