Onora i tuoi cari, parola di Asperger

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Dopo la morte del padre, Alessandro rivela la sua patologia

Questa testimonianza è stata redatta da Alessandro dopo la morte del padre Maurizio, avvenuta il 12 febbraio scorso all’Hospice, in seguito a una grave malattia di breve durata; Maurizio aveva 68 anni. Il doloroso fatto ha scosso in particolare Alessandro che, affetto dalla Sindrome di Asperger (patologia psiconervosa che rientra nei disturbi della famiglia dell’autismo), in questo testo si apre coraggiosamente, confidando la Sindrome di cui soffre e invitandoci ad esprimere la gratitudine per i genitori. Riceviamo lo scritto tramite la zia di Alessandro e volentieri lo pubblichiamo.

Io sono Alessandro Bassi, ho trentaquattro anni, quasi trentacinque, e sono orgogliosamente l’unico figlio di Maurizio e di Paola Barbieri.
Ringrazio tutti coloro che leggeranno questo mio testo. Premetto che dirò solo cose vere.
Io sono una persona prolissa, cosa che viene per l’appunto dimostrata dal testo che ho scritto.
Poi basti pensare che ho trovato un lavoro adatto a me: lavoro in una radio in cui faccio anche lo speaker, cosa di cui riparlerò in seguito e ogni tanto mi viene detto che parlo o scrivo dilungandomi molto. Però in alcuni miei incarichi ho cercato di riassumere concetti di vario tipo in poche parole: per esempio trovando dei titoli a delle attività che sono state da noi fatte.
A tal proposito vorrei fare una domanda a tutti coloro che leggano questo testo: se vi venisse fatta una domanda singolare, cioè di riassumere la vostra vita in una parola – sì, una sola semplice parola – quale potrebbe essere? Questa è una domanda interessante la cui risposta può evidenziare tratti particolari della personalità dell’individuo che risponde.

Io non so se sono stati fatti sondaggi riguardo a questo argomento (comunque penso di sì ) però scommetto che molti direbbero, con un fare un po’ orgoglioso, la parola Amore oppure Simpatia, Amicizia; forse se fossero insegnanti come mia madre e molti dei miei parenti direbbero Scuola, oppure una parola inerente a passioni tipo Calcio, Musica, o magari il titolo del proprio Libro o Film preferito; forse risponderebbe dicendo Chiesa o Dio chi è religioso e così via.
Io no; io ritengo, seguendo un ragionamento che ho fatto, che il termine più completo e onesto riguardo alla mia vita sia una parola molto meno conosciuta delle altre che ho proposto in precedenza e veramente molto meno piacevole. Scommetto che molti non l’hanno mai sentita prima d’ora : io userei la parola Asperger.
Cosa significa questa parola, diranno molti di voi? La Sindrome di Asperger è il nome di una malattia psico/nervosa di cui ho sempre sofferto fin dalla mai nascita; non ho detto a molti di averla, ma ora credo sia il momento giusto di farlo. Innanzitutto dico che Asperger è indubbiamente una parola bruttissima e negativa; è incredibile quanto dolore possa suggellare questo vocabolo di otto lettere, anche se è vero che pure Maurizio è una parola di otto lettere, e nel caso di mio padre rende insita in sé solo attinenze positive.

Continua a leggere tutto il testo di Alessandro su La Libertà del 21 marzo

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