Papa Francesco sul servizio dei vescovi

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“Quanto a voi, fratelli carissimi, eletti dal Signore, riflettete che siete stati scelti fra gli uomini e per gli uomini, siete stati costituiti nelle cose che riguardano Dio. Non per altre cose. Non per gli affari, non per la mondanità, non per la politica. Episcopato infatti è il nome di un servizio, non di un onore. Poiché al vescovo compete più il servire che il dominare, secondo il comandamento del Maestro: Chi è il più grande tra voi, diventi come il più piccolo. E chi governa, come colui che serve. Fuggite dalla tentazione di diventare principi”.

Così si è espresso Papa Francesco lunedì 19 marzo – solennità di San Giuseppe sposo della Beata Vergine –  nell’omelia della solenne concelebrazione eucaristica nella Basilica di San Pietro per la consacrazione episcopale di mons. Waldemar Stanislaw Sommertag, mons. Alfred Xuereb e mons. José Avelino Bettencourt; la liturgia ha coinciso con il quinto anniversario della Messa di inizio pontificato di Bergoglio.

Il Santo Padre aveva così esordit:o “ci farà bene riflettere attentamente a quale alta responsabilità ecclesiale vengono promossi questi nostri fratelli. Il Signore nostro Gesù Cristo inviato dal Padre a redimere gli uomini mandò a sua volta nel mondo i dodici apostoli, perché pieni della potenza dello Spirito Santo annunziassero il Vangelo a tutti i popoli e riunendoli sotto un unico pastore, li santificassero e li guidassero alla salvezza”.

E ha aggiunto: è Cristo, infatti, che nel ministero del vescovo continua a predicare il Vangelo di salvezza e a santificare i credenti. E’ Cristo che nella paternità del vescovo accresce di nuove membra il suo corpo, che è la Chiesa. E’ Cristo che nella sapienza e prudenza del vescovo guida il popolo di Dio nel pellegrinaggio terreno fino alla felicità eterna.

Primo compito del vescovo è la preghiera. Un vescovo che non prega non compie il suo dovere, non adempie la sua vocazione, ha precisato Bergoglio.

Queste poi le indicazioni di Papa Francesco ai tre neovescovi, ma che assumono valenza per tutto l’episcopato: “annunciate la Parola in ogni occasione: opportuna e non opportuna. Ammonite, rimproverate, esortate con ogni magnanimità e dottrina. E mediante l’orazione e l’offerta del sacrificio per il vostro popolo, attingete dalla pienezza della santità di Cristo la multiforme ricchezza di Dio. La preghiera del vescovo: il primo compito del Vescovo. Quando sono andate dagli apostoli le vedove degli ellenisti a lamentarsi perché non si preoccupavano tanto di loro, si sono riuniti e, con la forza dello Spirito Santo, hanno inventato il diaconato. E Pietro, quando spiega questo, cosa dice?: Voi fate questo, questo e questo; a noi, la preghiera e l’annuncio della Parola. Nella Chiesa a voi affidata siate fedeli custodi e dispensatori dei misteri di Cristo, posti dal Padre a capo della sua famiglia; seguite sempre l’esempio del Buon Pastore, che conosce le sue pecore, da esse è conosciuto e per esse non ha esitato a dare la vita”.

E poi queste precise raccomandazioni pastorali: “Amate con amore di padre e di fratello tutti coloro che Dio vi affida. Anzitutto, i presbiteri e i diaconi, vostri collaboratori nel ministero. Vicinanza ai presbiteri, per favore: che possano trovare il vescovo nel giorno stesso in cui lo cercano, o al massimo il giorno dopo. Vicinanza ai sacerdoti. Ma anche vicinanza ai poveri, agli indifesi e a quanti hanno bisogno di accoglienza e di aiuto. Esortate i fedeli a cooperare all’impegno apostolico e ascoltateli volentieri.

Abbiate viva attenzione a quanti non appartengono all’unico ovile di Cristo, perché essi pure vi sono stati affidati nel Signore. Ricordatevi che nella Chiesa cattolica, radunata nel vincolo della carità siete uniti al Collegio dei vescovi e dovete portare in voi la sollecitudine di tutte le Chiese, soccorrendo generosamente quelle che sono più bisognose di aiuto. E vigilate, vigilate con amore su tutto il gregge nel quale lo Spirito Santo vi pone a reggere la Chiesa di Dio. E questo, fatelo nel nome del Padre, del quale rendete presente l’immagine; nel nome di Gesù Cristo, suo Figlio, dal quale siete costituiti maestri, sacerdoti e pastori. E nel nome dello Spirito Santo che dà vita alla Chiesa e con la sua potenza sostiene la nostra debolezza”.

GAR

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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