«La Provvidenza» per 70 anni

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Le Orsoline, un punto di riferimento a Vezzano e dintorni

Di seguito la seconda parte della ricerca storica dedicata alla presenza delle suore Orsoline a Vezzano dal 1924 al 1991. La prima parte è stata pubblicata su La Libertà del 7 marzo.

Ma non c’era solo il collegio. Le suore gestivano anche l’asilo con tantissime bambine e le seguivano ed educavano dall’alba al tramonto. Conoscevano le esigenze delle mamme che tutto il giorno dovevano lavorare, nei campi o a servizio, e poi le stesse mamme in una sorta di catena della solidarietà si recavano in collegio per aiutare le suore nei vari servizi; quello del bucato durava giorni: erano centinaia le lenzuola da lavare, sbattere, sciacquare a mano e poi stendere nell’adiacente campo sportivo ad asciugare, per poi raccoglierle e piegarle. Un’operazione che si ripeteva ogni 15 giorni: le suore ci tenevano alla pulizia e d’altonde – con tante bambine e ragazze e con i problemi igienici di quei tempi – era d’obbligo.

L’Istituto da subito diviene il punto di riferimento per tutti i paesani, in particolare per i ragazzi e le ragazze che qui ricevono l’istruzione religiosa per accedere ai sacramenti; è anche un luogo di ritrovo ricreativo, specialmente per le ragazze che qui imparano anche a cucire e a ricamare: nel dopoguerra le suore organizzano anche corsi di economia domestica.
Nel corso di questi 70 anni alcune ragazze del paese, frequentando il collegio e le suore, maturano la vocazione religiosa e partono per il convento della casa madre di Verona, dove, esaurito il periodo della postulazione e il noviziato, prendono i voti.

Per raccontare la storia del collegio non potevo prescindere dalla testimonianza storica della 92enne signora Angelina Zinetti, che fu ospite dell’Istituto dal 13 giugno del 1935 fino al 1949. Arrivò in paese che aveva 10 anni, accompagnata da una religiosa Orsolina, suor Ausiliatrice Veronesi, che ritornava a Vezzano da un ritiro spirituale in quel di Fane (VR).
La nostra referente ancora lucidissima ricorda tutto della sua permanenza in collegio e di tutta la sua vita: “Potresti scrivere un libro – dice commossa – ma sarebbe troppo lungo…”. Ci concentriamo in particolare sul periodo bellico e sul dopo.

Continua a leggere l’articolo di Domenico Amidati su La Libertà del 14 marzo

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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