Meeting a Marola delle associazioni rurali cristiane che rappresentano nove Paesi europei

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Associazioni con storie assai diverse partecipano al progetto PRORURE approvato dall’UE dal 2016. Alcune hanno grande peso come il KLB-Movimento Rurale Cattolico, che coordina il progetto e che assicura la formazione permanente di giovani e anziani su tutto il territorio della Germania. A loro volta Francia, Belgio e Spagna riconoscono il territorio rurale e la sua popolazione cui affidano strumenti pubblici di autogoverno importanti. Forte e significativa è la presenza di paesi dell’Europa dell’est. Come Polonia, Slovacchia, Romania e Bulgaria. Alcune associazioni sono minuscole come l’associazione di promozione sociale Rurali Reggiani-RuRe, unica associazione italiana, che partecipa al progetto portando il suo contributo di conoscenze sulla nostra realtà e organizzando il prossimo meeting. Ma tutte hanno come obiettivo fondante il loro essere e la loro azione l’accompagnamento, la formazione e il sostegno, cristiano e civile, alle popolazioni rurali.

E con questo progetto intendono confrontarsi e formarsi per cooperare al sostegno della popolazione delle aree rurali europee, preziose ma in situazione di svantaggio. La maggior parte di esse aderiscono e fanno riferimento alla Federazione Cristiana Mondiale dei Movimenti Rurali (FIMARC) che già Marola ospitò per un consiglio mondiale, promosso da don Piergiorgio Gualdi, nel lontano 1992.

Stavolta la collaborazione europea si svolge in una fase di grande importanza, infatti, l’UE ha proposto la futura Politica Agricola Comune con l’inserimento di azioni dedicate a rafforzare il mondo rurale per evitare lo spopolamento di vasti territori e l’ONU ha approvato una risoluzione per spingere tutti i Paesi a dedicare dieci anni di sostegno all’azienda agricola famigliare che ovunque sta alla base dello sviluppo sostenibile.

Il meeting di PRORURE a Marola prevede due momenti pubblici.

Venerdì 16 marzo dalle 17,30 una discussione pubblica presso il Parco Tegge di Felina (vedi programma-invito) con interventi delle istituzioni sul problema italiano della mancata identificazione della popolazione rurale e del territorio rurale. L’obiettivo di rimediare agli effetti dell’assoluto predominio urbano viene affrontato nell’Appennino reggiano inserito nell’Area pilota per la Strategia Nazionale Aree Interne che ha lo scopo di promuovere innovazioni nei servizi. Affrontano il tema della vulnerabilità della popolazione rurale l’Unione montana, Comuni, Diocesi-Seminario di Marola, associazione Rurali Reggiani, Consorzio di Bonifica, CRPA, Dinamica, AOP e altri partecipanti al progetto Famiglie Aziende Rurali Comunità che ha ottenuto un piccolo, ma significativo sostegno dalla Fondazione Manodori col bando Welcom-Welfare di comunità.

Sabato 17 marzo alle 18,30 la Santa Messa presso la Pieve matildica di Marola concelebrata da don Emanuele Benatti. Il lavoro delle associazioni europee è rivolto a definire delle forme di collaborazione continuative e che saranno seguite dall’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro. Un messaggio del vescovo Massimo rivolgerà a queste persone impegnate in Paesi lontani il benvenuto a Marola che si presenta come la sede adatta ad ospitare nel tempo questo tipo di attività. Non a caso il Seminario di Marola aderisce al progetto avviato quest’anno da Unione montana, Comuni, RuRe, Consorzio di bonifica altri soggetti col sostegno della Fondazione Manodori per identificare la popolazione rurale dell’Appennino reggiano, la sua vulnerabilità e promuovere interventi mediante il più ampio apporto di istituzioni pubbliche e di organismi privati.

 

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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