Migranti e rifugiati: «Scopri chi c’è dietro»

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Da La Libertà del 7 marzo

Ma cosa c’è da scoprire? Sappiamo già tutto. Se ne parla tutti i giorni in televisione, sui giornali e sui social. Delle migrazioni, dei profughi, dei rischi, della sicurezza: ho già le idee chiare!
Questo è il rischio che ciascuno di noi corre: di accontentarsi delle superficiali notizie che vengono spesso gridate, usate, strumentalizzate, semplificate. Pensare di avere la verità in tasca. è il tema che papa Francesco ha dato alla 52a Giornata mondiale per le comunicazioni sociali: “La verità vi farà liberi (Gv 8,32). Fake news e giornalismo di pace”. Ciascuno di noi ha il dovere morale di ricercare la verità nelle informazioni; ma “la prevenzione e l’identificazione dei meccanismi della disinformazione richiedono anche un profondo e attento discernimento”, ci ricorda il Papa nel messaggio.
Non si tratta solo di “fake news” (false notizie) ma anche di maniere di amplificare ad arte alcune e parziali notizie, nascondendo considerazioni più attente e generali. A rischio c’è la nostra libertà. “La continua contaminazione con un linguaggio ingannevole finisce infatti per offuscare l’interiorità della persona. Dostoevskij scrisse qualcosa di notevole in tal senso: «Chi mente a sé stesso e ascolta le proprie menzogne arriva al punto di non poter più distinguere la verità, né dentro di sé, né intorno a sé»”.
Questa è una delle motivazioni che ci ha portato a pensare e a organizzare un percorso aperto a tutta la cittadinanza per spiegare meglio il fenomeno delle migrazioni forzate.
I tre incontri, “Oltre la Paura”, vogliono informare correttamente sul fenomeno, a livello nazionale e a livello locale, cercando di sradicare qualche pregiudizio e informazione distorta. Il film di Segre “L’ordine delle Cose” amplia il nostro sguardo al di là del Mediterraneo e ci interroga su quanto vogliamo e possiamo coinvolgerci.
Il teologo Brunetto Salvarani ci parlerà dell’accoglienza nella Bibbia e di come questa condizione di accoglienza non sia discutibile per un cristiano. La mostra “In fuga dalla Siria” ci permetterà di “vivere” in prima persona un pezzo del percorso intrapreso dai migranti, ci darà la possibilità di metterci “nei loro panni”. Nella festa conclusiva, infine, avremo modo di passare qualche ora con i migranti, di conoscerli, di mangiare con loro, in un clima di festa.

Un secondo obbiettivo che ci poniamo è che i richiedenti asilo, i cosiddetti profughi, possano trasformarsi da numeri in nomi, da categorie in volti, da potenziali rischi da cui guardarsi in persone da incontrare, da conoscere, ciascuno con le sue qualità e difetti, qualcuno con qualche storia pesante, tutti con molte speranze per il futuro loro e della loro famiglia. Solo conoscendoli per nome potremo accoglierli, potremo proteggerli, potremo promuoverli e integrarli, come ci sollecita il Papa pressoché ogni giorno. Può essere allora che dietro ai reali problemi di queste migrazioni, alle obiettive difficoltà di integrazione, al complicato compito dell’accoglienza e anche a qualche stortura, scopriamo qualcosa che non ci saremmo aspettati: un incontro che può arricchire, un’accoglienza che genera, un abbraccio che scalda entrambi.
Per saperne di più: Angela, 338.4575162.

Simone Lusuardi

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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