Suffragio universale divino

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Ho scoperto che la vita civile e la vita spirituale hanno in comune una cosa molto importante e molto faticosa: l’universalità del diritto di voto e dell’amore di Dio.

Esatto, per certi aspetti l’amore di Dio è un po’ come il diritto di voto: ti senti grato di averlo, anche perchè non lo hai ricevuto per merito personale eppure è lì a dirti che, forse non sembra sempre così, anche tu conti!

Eh già, l’amore di Dio è come il diritto di voto: ti fa sentire unico e importante e pensare di averlo ti fa per un attimo uscire dalla massa indistinta di esseri umani di cui a volte ti senti parte.

Ah, che bello il diritto di voto! Che bello l’amore di Dio! Come ci fanno sentire il cuore a posto, nonostante l’unica cosa che dobbiamo fare per mantenerli è praticamente rimanere vivi (per votare, rimanere vivi almeno 18 anni)

Il diritto di voto è proprio come l’amore di Dio: qualcuno è letteralmente morto per darti questo diritto, per dimostrarti questo amore! Che cosa pazzesca! Quante cose nelle nostre vite sono il frutto di un sacrificio che altre persone hanno fatto per noi senza neanche conoscerci!

Tutto molto bello e giusto, ma ricordiamoci che l’amore di Dio è veramente come il diritto di voto: quando pensi a chi ce l’ha oltre a te, salgono i conati di vomito!

Veramente, cari i miei Padri costituenti, il voto di quel pirla che non sa neanche leggere e scrivere vale come il mio?? E tutto il mio essere informata, impegnata, attenta dove lo mettiamo? Eh?? Non mi posso giocare il bonus x2? Ma dico, vi sembra una buona idea?

Veramente, caro il mio Padre Celeste, vuoi bene a quell’altro lì come a me? Ma come, io sono impegnata in parrocchia, leggo le vite dei santi, non fumo, faccio tante belle cose mentre quello lì non sa mettere insieme un pensiero di senso compiuto senza offendere qualcuno? Ma lo senti? Sicuro che sia la strategia giusta?

Oh, io ho capito questa cosa qui: il diritto di voto e l’amore di Dio sono proprio un bel casino. Pensare di averlo è bellissimo, pensare che ce l’abbiano tutti a volte è -diplomaticamente- difficile da accettare: una bel bagno di umiltà che ci può aiutare a rimanere semplici e aperti agli altri, riconoscendo di non essere superiori a nessuno ma fratelli di tutti.

E visto che una volta scoperto l’amore di Dio non ci verrebbe mai in mente di respingerlo, perchè rifiutare il diritto di voto?

Domenica 4 Marzo andiamo a votare…è come l’amore di Dio: a Qualcuno è costato la vita, ma per noi è gratis! 🙂

 

Per commentare la rubrica scrivi a iaiaoleari@laliberta.info

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